Delocalizzazione di una stalla,
sindaco sotto accusa dal Gup

PIEVE TORINA - La questione risale alla richiesta che un allevatore aveva fatto nel 2018. Oggi si è svolta l'udienza preliminare, poi rinviata a maggio, per Alessandro Gentilucci e la responsabile dell'Ufficio tecnico, Annarita Luccio (entrambi contestano le accuse). Il pm dovrà valutare una richiesta di integrazione della parte civile e le indicazioni del gip che riteneva da archiviare alcune contestazioni

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Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina

Una stalla da delocalizzare finisce al centro di una udienza preliminare, oggi rinviata, in cui sono sotto accusa per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, e Annarita Luccio, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale. 

Oggi nel corso dell’udienza sono state affrontate questioni tecniche e il pm dovrà valutare una richiesta di integrazione avanzata dalla parte civile, e quanto indicato dal gip durante l’udienza che era stata fissata dopo che la procura aveva chiesto l’archiviazione e l’allevalore interessato alla delocalizzazione aveva fatto opposizione. Oggi l’allevatore, Roberto Micheli, si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Francesco Copponi.

Il giudice Daniela Bellesi del tribunale di Macerata in conclusione dell’udienza ha deciso di rinviare al 28 maggio proprio per consentire al pm di valutare sia quanto era stato indicato dal gip (che riteneva fossero da archiviare parte delle contestazioni) sia perché la parte civile ha chiesto che venga integrata una seconda lettera che era stata scritta all’Ufficio speciale ricostruzione.

«Nel capo di imputazione viene contestata una lettera scritta all’Ufficio speciale ricostruzione – dice l’avvocato Copponi -, noi oggi abbiamo chiesto che venga integrato anche con una seconda lettera, del giorno successivo, e in cui si diceva che il Comune aveva preventivato la realizzazione di una strada che raggiungeva il terreno scelto dal Comune per delocalizzare la stalla».

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L’allevatore Roberto Micheli con l’avvocato Francesco Copponi

La vicenda risale al 2018 quando un allevatore, Roberto Micheli, aveva presentato istanza per costruire una stalla emergenziale su un terreno di sua proprietà dopo i danni provocati dal terremoto all’allevamento. Il Comune sosteneva, dice l’accusa, che la stalla andava delocalizzata fuori dal centro abitato per motivi igienico sanitari.

Secondo l’accusa Gentilucci e Luccio avrebbero indotto in errore il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Marche (che autorizzò la delocalizzazione dell’azienda agricola sul terreno indicato dal Comune).

Gentilucci e Luccio hanno sempre respinto ogni addebito. Sono assistiti dagli avvocati Andrea Nobili per il sindaco e Francesca Sbriccoli per la responsabile tecnica.

(di Redazione Cm)

Delocalizzazione di una stalla, la procura chiede di andare a giudizio per il sindaco Alessandro Gentilucci



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