«Cattivi odori e chiasso dall’area cani»
I residenti di via Cardarelli
scrivono a Comune e Regione

MACERATA - Appello alle istituzioni: «Troppo vicina alle abitazioni, è stata tolta da via Verga e aperta nel nostro quartiere. Così si svalutano anche le case, si pensi prima al benessere delle persone»

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(foto d’archivio)

Cani sì, ma non troppo. È la sintesi del pensiero di alcuni residenti che vivono vicino all’area di sgambamento in fondo a via Cardarelli, a Collevario, che sono costretti a fare i conti con «cattivi odori e chiasso» tanto da appellarsi all’amministrazione comunale, ma anche alla Regione, alla prefettura, alla questura e al Comitato 6 zampe di Macerata.

Prima lo sfogo sui problemi causati dalla vicinanza dell’area riservata ai cani, poi le critiche sulla scelta di realizzarla proprio in quella zona: «Siamo alcuni maceratesi – esordiscono nella missiva inviata agli enti -, abitanti nei pressi delle due piccole aree adibite allo sgambamento per cani recentemente realizzate dall’amministrazione comunale in fondo a via Cardarelli, in prossimità dell’intersezione con via Vittime sul lavoro e via Prezzolini, e scriviamo per manifestare la nostra totale contrarietà alla loro localizzazione ritenendo la scelta del Comune priva di buonsenso, irrispettosa, dissennata e vessatoria».

Secondo i residenti, innanzitutto: «La struttura dista solamente 11,65 metri da alcuni civici della vicina palazzina condominiale, quando invece dovrebbe essere realizzata a una distanza non inferiore a 100 metri dalle abitazioni, dalle scuole e dalle aree ludiche per bimbi». Il motivo, dicono, è che c’è un «inquinamento del suolo con azoto e fosforo in conseguenza delle ripetute deiezioni liquide e solide (spesso non vengono rimosse) che favoriscono anche il proliferare di batteri nocivi all’uomo». Inquinamento acustico «derivante dall’abbaiare dei cani e dal chiacchiericcio e richiami degli accompagnatori che non consentono di riposare». C’è poi un terzo tipo di inquinamento, dicono, quello «dell’aria per gli intensi cattivi odori avvertibili maggiormente nei periodi caldi».

È per questo che, «a seguito di accanite rimostranze degli abitanti in zona, stufi di subire inconvenienti (inquinamento, cattivi odori, schiamazzi e l’abbaiare dei cani che avevano generato situazioni conflittuali allarmanti anche sotto l’aspetto sicurezza a causa di atti sconsiderati ad opera di ignoti), è stata soppressa l’area di sgambamento che era stata allestita tra la pista di pattinaggio e via Verga, perché la struttura si presentava troppo vicina alle abitazioni ed alla strada. E cosa fa questa amministrazione comunale? Realizza, a sorpresa, altra area nella vicina via Cardarelli ancor più a ridosso delle abitazioni quando, tra l’altro, già era stata preannunciata realizzabile in via Valadier. Perché questo concentramento di aree per cani solo nel quartiere di Collevario?».

Secondo i residenti, all’esposto inoltrato dall’amministratore del condominio di via Cardarelli 55- 57, il Comune ha risposto che: «le linee guida del Ministero non sono prescrittive poiché rappresentano solo uno strumento di consultazione e informazione per tutti i Comuni italiani». Sottolineano poi che il consiglio comunale ha stabilito con delibera del 24 novembre 2020 di «incrementare e potenziare in tutta la città le aree sgambatoio. E con determinazione dirigenziale del 27 dicembre 2023 spiegava che sono stati individuati altri due siti idonei allo scopo ricomprendendovi l’area verde compresa tra via Cardarelli e via Vittime sul Lavoro e l’area verde adiacente Largo Pascoli (quest’ultima ancora inesistente: tardiva presa di coscienza?)».

La critica, infine, sulla scelta della zona di Collevario: «Ci si domanda perché l’amministrazione comunale abbia ritenuto di concentrare queste aree di sgambamento prevalentemente in località Collevario – dicono i residenti -. Le strutture in questione oltre a procurare disagi ai vicini abitanti crea loro anche un danno economico non indifferente per il disvalore procurato al patrimonio immobiliare (rischio della sua invendibilità se non a un prezzo sottostimato). Dato che questa amministrazione comunale è rimasta ferma nella sua posizione, avvertiamo che noi soggetti lesi e interessati ci riserviamo di intraprendere ogni legittima azione tesa a ottenere quanto auspicato.

A una ulteriore richiesta di chiarimenti sulla scelta politica adottata – conclude la missiva – il Comune, con una recente nota, si è limitato a confermare la posizione espressa precedentemente. Amareggiati e sdegnati per quanto è stato realizzato e fiduciosi che l’area venga trasferita al più presto altrove, auspichiamo che chi di dovere, Comune o Regione, si attivi per una seria e puntuale regolamentazione della materia che tenga conto del benessere e dei diritti di tutti: persone in primo luogo, poi gli animali».

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