Diecimila euro per borse di studio:
il dono di una 87enne a Unimc

MACERATA - «Solo la cultura, la bellezza e l’amore possono salvare il mondo», ha detto Gianna Piera Silvetti, insegnante delle elementari in pensione, ricevuta questa mattina dal rettore Mc Court

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Gianna Piera Silvetti con il rettore John McCourt, il direttore generale Domenico Panetta e gli avvocati Giorgio Pasqualetti e Giulia Follenti (ai lati) dell’area legale dell’ateneo

Il motto della sua famiglia è «Fai del bene, se vuoi stare bene». Con questo spirito Gianna Piera Silvetti, 87 anni, insegnante delle elementari in pensione, orgogliosamente sanginesina per nascita e maceratese d’adozione, ha voluto donare 10mila euro all’Università di Macerata da destinare a borse di studio per studenti meritevoli e disagiati.

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Oggi in rettorato, la firma dell’atto di fronte al notaio con il rettore John Mc Court. «Mi auguro che studenti e studentesse facciano buon uso di questo contributo per essere bravi ragazzi e diventare brave persone adulte, di cui la società oggi ha grandissimo bisogno. Per me, che sono abituata a certi principi morali, questo non è un bel periodo storico da vivere. Le persone devono unirsi e, sinergicamente, sconfiggere un mondo di egoismo e paura. Solo la cultura, la bellezza e l’amore possono salvare il mondo», ha detto la signora.

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«È un dono – ha ringraziato il rettore – molto prezioso per noi. Condividiamo i valori della signora Silvetti. Utilizzeremo questi fondi per il bene che lei chiede. All’Università di Macerata abbiamo tanti giovani che studiano con passione e si impegnano ogni giorno: il suo generoso gesto rappresenta un investimento importante nel loro futuro e nel futuro della società».

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Gianna Piera Silvetti ha regalato al rettore anche un suo libro di proverbi e riflessioni, che ha iniziato a scrivere prima del terremoto 2016. La sua è una vita intensa, vissuta sempre all’insegna dell’altruismo e della cura verso gli altri. «Mi sono diplomata – ha raccontato – alle magistrali. Avevo iniziato a studiare anche medicina su consiglio di un mio cugino che lavorava per una missione in Congo in soccorso dei lebbrosi, dove però rimase ucciso. Quindi, ho insegnato per 38 anni alle elementari. Ma, poi, insieme a mia cugina, ho iniziato a fare volontariato all’estero per aiutare le persone bisognose. Sono stata in Africa, in Pakistan durante la guerra. Insieme a mio marito, abbiamo investito cento milioni di lire che avevamo guadagnato grazie a un investimento fortunato in azioni, aprendo un orfanotrofio ad Addis Abeba in Etiopia, la casa «Gocce d’amore». In dieci anni, abbiamo salvato cento bambini e bambine dalla tratta e dallo sfruttamento, avviandoli alle professioni». «Quello di Gianna Piera Silvetti è un esempio luminoso di generosità e impegno civile – ha sottolineato il rettore McCourt –. Con il suo gesto rinnova il valore profondo dell’istruzione come leva di riscatto e strumento di speranza».

 



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