Urbanistica protagonista nel prossimo consiglio comunale di Civitanova: sul tavolo due varianti strategiche e il piano particolareggiato che tocca direttamente il futuro del borgo marinaro ormai fortemente modificato dall’edificazione selvaggia di nuove palazzine.
Tolta all’ultimo minuto dall’ordine del giorno la discussione per la variante per il centro autismo del Paolo Ricci che giace in attesa da anni. La direzione dell’Asp tempo fa era tornata a sollecitare tempi certi per la variante che prevede, in un’area che è già proprietà del Paolo Ricci a Civitanova Alta un cambio di destinazione d’uso per la costruzione del centro per l’autismo. Ma c’è ancora da aspettare.
Torna dunque a riunirsi giovedì a Civitanova il consiglio comune, tra i punti all’ordine del giorno anche interrogazioni, bilancio e il verde attrezzato di San Savino. Sarà però un consiglio comunale a forte trazione urbanistica con la proposta preliminare ai sensi della nuova legge regionale dell’unità che ricade all’interno del Parco del Castellaro, la variante parziale al Prg per la zona industriale “B”, infine, l’approvazione preliminare del piano particolareggiato del borgo Marinaro, un tassello delicato che riguarda uno dei luoghi più identitari della città.
Oltre ai temi urbanistici, il consiglio affronterà anche il Pef per la gestione dei rifiuti per l’anno 2025, la ratifica di una variazione urgente di bilancio, la comunicazione di un prelievo dal fondo di riserva e l’acquisizione bonaria di un’area a San Savino per la realizzazione di un nuovo spazio verde attrezzato.
Tre le interrogazioni all’ordine del giorno: si discuterà del patrocinio concesso dal comune all’evento “L’età dell’oro” organizzato dalla società Moneta Aurea saltata all’ultimo consiglio comunale, della proprietà di aree in via Gronchi da parte della società Eco srl e dell’insediamento di nuovi impianti per la telefonia cellulare e la trasmissione dati, un tema che sta generando dibattito in città con la costituzione di due comitati per il no, quello di contrada Castelletta e di via Indipendenza.
quando scrivono "varianti" sarebbe cemento vero?...
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Quando ti inoltri nei vecchi vicoli del borgo marinaro, sembra ancora di sentire l’odore forte de uatti appuzzati che Ciardamè metteva da parte per Caro Assai, che dal nome si riconosce essere
un farghetto della città alta, probabilmente non apparentato con il noto poeta. Non mancava nel cesto qualche bavosa, così si chiamano a Civitanova certi pesci infestanti che pur belli da vedere si pescavano insieme a li uatti ma non commestibili che però il furbo Ciardamè camuffava come busbane. Ancora parlate di Borgo Marinaro sparito pure dai ricordi di cui hanno preso il posto palazzi e pietre, pure carissime, che fanno da sfondo, manco fossero copiati da un quadro dell’impressionista Manet. Non che se passi da quelle parti non rimani impressionato così come ci rimane continuamente fino alla nausea un certo amante dello scatto fotografico.
…il ‘borgo marinaro’, quale sarebbe, quello che mi sembra sempre più essere diventato il ‘borgo kebabbaro’!!? Tanto non mi pubblicate!!! gv