
I ragazzi e le ragazze della My school in collegamento con i coetanei del Nepal
di Laura Boccanera
Ballare la “Bharatanatyam”, danza tipica nepalese e fare una pizza “Margherita” in diretta, davanti ad uno schermo, a oltre 6000 chilometri di distanza. Sono solo due delle esperienze che una cinquantina di studenti e studentesse della My school di Civitanova hanno fatto in questi giorni grazie all’ “International day”, un gemellaggio fra scuole lontane che danno l’opportunità agli studenti ai due lati del mondo di confrontarsi, parlare in inglese e al contempo conoscere le tradizioni, gli usi e i costumi di un Paese diverso.

Lo scorso anno i ragazzi hanno toccato con mano, virtualmente, l’immersione in una classe di una scuola cinese, protagonista quest’anno invece, in due giornate che si sono svolte oggi e lunedì scorso, il Nepal. Un’esperienza significativa per gli allievi della classe quinta della scuola primaria e per quelli della prima e seconda media che hanno incontrato i coetanei nepalesi scambiando, in un clima di spontaneità e vera interazione, emozioni, nozioni e informazioni.

E così, vinto anche il fuso orario, i ragazzi e le ragazze di My school, la scuola internazionale paritaria bilingue di Civitanova, hanno potuto chiacchierare coi loro coetanei del Nepal di argomenti e temi differenti: ciascuna classe ha presentato le peculiarità del proprio Paese, cantato i rispettivi inni nazionali. Momento di grande commozione quando grazie anche alle insegnanti, i ragazzi hanno intonato “Imagine” dando concretezza al significato delle parole della canzone. Spazio è stato dato anche al racconto delle diversità per quanto riguarda le tradizioni culinarie e le religioni, quella buddista e quella cattolica e poi racconti dei propri festival tradizionali. E dall’Italia impossibile non parlare di Sanremo, intonando anche alcune strofe delle canzoni tormentone dell’ultima edizione.

Divertente e formativo anche il momento pratico, un laboratorio a distanza che ha mostrato “sul campo” le competenze dei giovani studenti: i ragazzini nepalesi hanno mostrato a quelli italiani come costruire un robot, mentre quelli della Myschool hanno preparato in diretta la “pizza Margherita” raccontandone anche l’origine del nome. La pizza non è arrivata fino in Nepal, ma da lì hanno preso nota di ogni passaggio per riproporla.

«Questo tipo di esperienze sono molto formative per i nostri ragazzi – ha commentato la preside Annalena Matricardi – hanno potuto con grande naturalezza parlare in inglese con coetanei dall’altra parte del mondo, hanno recitato Shakespeare, preparato la pizza, in uno scambio che offre l’opportunità di aprire la propria mente, conoscere Paesi lontani e bambini di tutto il mondo, superando barriere linguistiche, fisiche e mentali. Lo scorso anno siamo stati in Cina, il prossimo stiamo pensando di collegarci con l’Africa. E’ stata una grande e gioiosa festa formativa di cui andiamo orgogliosi e che premia il lavoro dei docenti e del personale madrelingua della nostra scuola».


My School sempre un passo avanti!!!
Happy to be the part of it from United School , Nepal.
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ragazzi… i Nepalesi costruiscono un robot e voi una pizza margherita?? non sarete mica un pó scarsini? almeno una 4 stagioni.