Arrestato per furto e ricettazione:
il 30enne fa scena muta dal gip

MACERATA - Oggi l'interrogatorio di garanzia davanti al gip per il giovane finito in manette lo scorso 6 marzo. Tra le contestazioni aver rubato attrezzi da lavoro e l'aver usato un bancomat che qualcuno aveva sottratto ad una donna

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carabinieri-archivio-arkiv-2-650x404di Alessandro Luzi

Arrestato per furto, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e indebito utilizzo di un bancomat, il 30enne maceratese R. F. è comparso oggi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia: si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il giovane, difeso dall’avvocato Luca Froldi, si trova in carcere a Montacuto di Ancona e oggi è comparso in videocollegamento per partecipare all’udienza davanti al giudice Daniela Bellesi del tribunale di Macerata. Nel pomeriggio del 6 marzo il 30enne è stato arrestato a Macerata dai carabinieri di Tolentino e Caldarola in collaborazione con i militari della Compagnia di Macerata che hanno eseguito l’ordinanza emessa dal tribunale del Riesame (chiesta dal pm Vincenzo Carusi).

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L’avvocato Luca Froldi

Diverse le contestazioni che all’origine della richiesta cautelare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 9 luglio dello scorso anno, il 30enne si sarebbe presentato in una ditta di Tolentino dove avrebbe chiesto di acquistare un trapano, un caricatore con la batteria, un frullino, un gattuccio e un avvitatore al prezzo complessivo di 1.472 euro.

A quel punto il commerciante avrebbe detto al cliente che gli avrebbe consegnato la merce solo una volta ricevuto il bonifico. Così l’indagato avrebbe fatto finta di allontanarsi dall’azienda senza pagare per poi tornare e impossessarsi degli attrezzi.

Per questo episodio, il 25 settembre l’uomo sarebbe stato perquisito dai militari della Compagnia di Tolentino e durante il controllo si sarebbe opposto e avrebbe minacciato i carabinieri con frasi come: «Prendo un coltello e ti sgozzo» ed anche «Tanto so dove lavori, ti vengo a trovare a Tolentino» e anche «se hai il coraggio vieni da me sopra da solo. Vado in galera ma te ce metto la testa nel water».

Qualche giorno dopo, il primo ottobre, il 30enne avrebbe utilizzato una carta bancomat, risultata rubata da qualcuno all’interno di un’abitazione, per fare due prelievi, da 500 e 150 euro, e un pagamento in una pizzeria (per questo episodio gli viene contestata la ricettazione).

Questi episodi hanno portato il pm a chiedere la custodia cautelare in carcere. A seguito dell’interrogatorio, l’avvocato del 30enne ha annunciato chiederà la revoca della misura cautelare per il suo assistito.

Oltre a questi episodi, l’uomo è indagato anche per insolvenza fraudolenta, detenzione abusiva di armi e per tre truffe: una sarebbe avvenuta a Treia il 26 agosto, un’altra a Serrapetrona il 18 settembre e poi a Urbisaglia tra il 13 e il 15 novembre.

Inoltre lo scorso 6 marzo il 30enne è stato denunciato dai carabinieri di Macerata perchè si sarebbe presentato in una ditta maceratese, spacciandosi come socio dell’impresa di trasporti intestata al padre, e avrebbe acquistato prodotti informatici per 691 euro, concordando il pagamento della fattura tramite bonifico bancario da parte della ditta paterna. Cosa che non sarebbe avvenuta in quanto la ditta del padre, ignara dell’acquisto effettuato dall’indagato, avrebbe rifiutato l’addebito.

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