
Il tribunale di Macerata
di Gianluca Ginella
Era il giorno di Natale del 2010 quando un uomo avrebbe preso a schiaffi la moglie e avrebbe puntato il fucile contro di lei minacciando di sparare. Sarebbe questo uno dei presunti episodi di maltrattamenti avvenuti nel corso di diversi anni e di cui sarebbe stata vittima una donna di 56 anni. L’uomo, 61enne, residente a Tolentino, oggi è stato rinviato a giudizio, al 20 maggio, dal gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata.
I fatti, dice l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, sarebbero andati avanti sino al 2023 quando poi la donna aveva denunciato l’uomo con cui è in corso la separazione. L’accusa parla di minacce e aggressioni fisiche che sarebbero avvenute nel corso degli anni (la difesa sostiene che non vi siano state).
Si parla di episodi, che sarebbero avvenuti a Tolentino, in cui l’uomo avrebbe inveito contro la moglie dicendo cose come «qui comando io, la roba è tutta mia, casa è la mia, io ad ammazzarvi ci metto due secondi».

L’avvocato Marco Tasso
Nel capo di imputazione si parla di violenze fisiche sia alla moglie che alla figlia, episodi che sarebbe avvenuti se l’uomo non era soddisfatto dalle loro risposte su dove fossero state o lamentava che la cena non fosse pronta. In questi casi, dice l’accusa, le avrebbe minacciate e avrebbe tentato di picchiarle o, non riuscendoci, avrebbe tirato contro di loro ciò che gli capitava sotto mano: le sedie della cucina, il portacenere, oltre ad impugnare un grosso coltello da caccia, tanto da costringerle spesso a fuggire di casa, continua l’accusa.
Un’altra contestazione riguarda il fatto che l’uomo avrebbe cambiato la serratura di casa: sarebbe successo nell’agosto del 2023, per non permettere alla moglie di entrare (per questo fatto gli viene anche contestata la violenza privata).

L’avvocato Olindo Dionisi
Oggi si sono costituite parte civile la moglie e la figlia, assistite dagli avvocati Pierfrancesco Tasso e Marco Tasso. L’imputato è difeso dagli avvocati Olindo Dionisi e Cristina Marangoni.
«Noi respingiamo le accuse e ci difenderemo in dibattimento – dice l’avvocato Dionisi -, il nostro assistito non è il carnefice ma la vittima di una situazione familiare che si sta sviluppando in sede civile con una separazione giudiziale e ha anche fatto querele verso la moglie».
*A tutela della vittima il nome dell’imputato non viene indicato
Commenti disabilitati per questo articolo