Baby calciatori al Santo Stefano

POTENZA PICENA - I ragazzi della squadra Esordienti dell'Union Picena stamattina hanno incontrato gli ospiti della struttura riabilitativa. Stefania Pepegna, coordinatrice del Servizio educativo: «Dare ai nostri ospiti la possibilità di conoscere persone nuove e vivere momenti diversi dalla quotidianità è un valore aggiunto per la loro qualità di vita»

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foto-calcio-Porto-potenzaUn’iniziativa bella e originale e che, soprattutto, ha arricchito interiormente e scaldato il cuore dei presenti. I degenti dei reparti di riabilitazione estensiva dell’istituto Santo Stefano Kos di Porto Potenza hanno incontrato la squadra degli Esordienti (età 11-12 anni) della Union Picena ed hanno insieme trascorso una mattinata all’insegna della sensibilizzazione nei confronti dei temi dell’inclusione e della disabilità.

Nel corso dell’iniziativa, dopo i saluti iniziali da parte del presidente della società, Maurizio Linardelli, della sua vice Serenella Carpano e del mister Gianluca Buratti, si è entrati nel vivo dell’iniziativa con i giovani calciatori che, dopo i primi momenti di emozione, sono stati contagiati dalla voglia di mettersi in gioco e dall’energia positiva dei pazienti. Vivace e motivata anche la presenza dei ragazzi degli scout di Porto Potenza Picena. Con i tecnici Lorenzo Paparelli e Marco Nacchia, i giovani calciatori e i pazienti dell’istituto Santo Stefano Kos sono stati impegnati in giochi dedicati e appositamente studiati per coinvolgere nella maniera adeguata i pazienti.

«Dare ai nostri ospiti la possibilità di conoscere persone nuove e vivere momenti diversi dalla quotidianità è un valore aggiunto per la loro qualità di vita – dice la coordinatrice del Servizio educativo Stefania Pepegna, che ha curato l’iniziativa per il Santo Stefano – inoltre è fondamentale sensibilizzare i giovani nei confronti di chi ha delle possibilità diverse. È stato un momento ludico ricreativo molto costruttivo, una bella iniziativa di collaborazione con il territorio».

«Ringraziamo il gruppo Kos e i professionisti con cui abbiamo organizzato l’iniziativa – Linardelli – per la collaborazione e la disponibilità nel consentirci di dare ai nostri ragazzi la possibilità di entrare in contatto con la disabilità in una modalità originale, ludica e riflessiva al contempo. Sono preziosi, per i nostri ragazzi, questi momenti di sensibilizzazione e crescita che aprono loro la mente e li mettono in contatto con aspetti della vita che magari ancora non conoscono».



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