Sparatoria in strada dopo un inseguimento tra Staffolo e Cingoli, arrestato ieri per tentato omicidio un 38enne tunisino che era ricercato da un mandato di arresto europeo.
L’uomo è stato rintracciato in Francia. E’ ritenuto responsabile di tentato omicidio insieme ad un 46enne. I fatti risalgono al 25 novembre scorso e l’episodio sarebbe legato ad assunzioni fittizie di immigrati col decreto flussi e ad una somma di denaro pretesa come risarcimento.
Due sono gli indagati: un pastore di origine sarda di 46 anni Marco Carzedda, titolare di un’impresa agricola a Staffolo, accusato di tentato omicidio e porto illegale di armi, e il tunisino Hamza Guesmi, 38 domiciliato a Staffolo. La procura ha chiuso le indagini nelle scorse settimane e fissato l’udienza preliminare per il 5 marzo.
Tutto è iniziato il 25 novembre scorso quando i carabinieri sono intervenuti al pronto soccorso dell’ospedale di Ancona per un tunisino, irregolare in Italia, con un polmone perforato a causa di un colpo d’arma da fuoco. L’uomo era stato sottoposto ad un intervento chirurgico urgente.
Ai carabinieri ha raccontato che mentre era in auto con altri quattro connazionali a Cingoli era stato colpito da un colpo di fucile sparato da un furgoncino in corsa. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti tutto sarebbe nato dal fatto che uno dei cinque tunisini avrebbe pretesto dal pastore la restituzione di 3mila euro.
Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella somma sarebbe stata pagata dal tunisino al pastore per una falsa assunzione di un parente nella sua azienda agricola, assunzione poi non andata a buon fine. Il 25 novembre scorso i cinque tunisini sarebbero andati nell’azienda del pastore a Staffolo e se la sarebbero presa prima con Guesmi, poi con un bastone si sarebbero accaniti sull’auto del 45enne, prendendola a mazzate e danneggiandola.
Quindi sarebbero scappati. A quel punto, il 45enne e Guesmi avrebbero preso un furgoncino e si sarebbero messi all’inseguimento dei cinque tunisini. Al volante del furgoncino c’era Carzedda, stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, mentre Guesmi aveva il fucile.
Una volta incrociata per le strade di Cingoli l’auto, dal furgoncino sarebbero partiti due colpi di fucile sparati da Guesmi: uno sarebbe andato a vuoto, finendo sul parabrezza. L’altro invece ha centrato uno dei cinque tunisini, che secondo gli inquirenti non sarebbe stato neanche l’obiettivo designato di chi aveva sparato.
Le indagini su quanto accaduto sono state condotte dai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Macerata e dai militari della Stazione di Cingoli insieme al Reparto operativo di Macerata. Nei confronti del tunisino c’era un mandato di cattura europeo in seguito alla misura cautelare in carcere disposta lo scorso giugno ma che non era stata eseguita perché l’uomo era irreperibile. I carabinieri sono riusciti ad individuarlo in Francia dove è stato rintracciato e arrestato.
Il tunisino dopo il necessario iter per l’estradizione è stato scortato fino all’Ufficio di polizia di frontiera di Ventimiglia, dove è stato poi consegnato alle autorità italiane. Il 38enne è assistito dall’avvocato Alessandro Marcolini mentre Carzedda è difeso dal legale Roberto Regni.
Inseguimento e sparatoria con un ferito grave: fissata l’udienza dal Gup
Domani sarà libero di nuovo.
quanta solerzia dalla Francia! avessero mai fatto la stessa cosa con i terroristi comunisti che ospitano con tutti gli onori
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