Muore in carcere a 20 anni,
sospetta overdose di farmaci

TRAGEDIA nell'istituto penitenziario di Reggio Emilia, a perdere la vita un giovane del Maceratese. Disposta l'autopsia. Il legale della famiglia: «Sicuramente era un ragazzo con delle problematicità, la vita gli aveva lasciato profonde ferite a livello psicologico. Era in terapia, ma il suicidio è da escludere»

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carcere-reggio-emiliaMuore in carcere a 20 anni, si sospetta un’overdose di farmaci. La tragedia si è consumata ieri mattina nel carcere di Reggio Emilia, a perdere la vita un giovane del Maceratese. Il garante dei detenuti dell’Emilia Romagna Roberto Cavalieri ha fatto sapere che il giovane era in terapia, si escluderebbe comunque il suicidio. La procura ha disposto l’autopsia, si svolgerà martedì. La prima ipotesi è che il giovane sia morto per un malore dovuto ad un abuso di farmaci. Il cadavere è stato trovato ieri mattina, nella cella che condivideva con un altro detenuto.

Il 20enne, che viveva un comune dell’entroterra, aveva una pena da scontare fino al 2026 e un processo in corso. A ottobre era stato condannato in primo grado dal tribunale di Macerata a cinque anni per tentata estorsione e per aver diffuso illecitamente contenuti sessualmente espliciti. Secondo l’accusa, il giovane nel 2023 avrebbe inviato al padre di una ragazzina video erotici della figlia (che lui stesso avrebbe realizzato), intimandogli tramite Whatsapp il pagamento di 500 euro per evitare la pubblicazione su internet. 

Al termine del dibattimento, sentiti tutti i testimoni, compresa la ragazzina, il giudice aveva condannato il giovane a 5 anni e a una multa di 10mila euro, disponendo anche 30mila euro di provvisionale per il padre della ragazza. Così il ragazzo che già era stato arrestato, era rimasto in carcere. Per lui la difesa, rappresentata dall’avvocato Giancarlo Giulianelli, aveva annunciato ricorso in appello.

«Sicuramente era un ragazzo con delle problematicità – dice l’avvocato Giulianelli – Aveva girato diverse carceri, prima Montacuto, Ascoli, Bologna, Reggio Emilia, la vita gli aveva lasciato profonde ferite a livello psicologico. Era in terapia, ma il suicidio è da escludere. Stavamo preparando il ricorso in appello per la condanna subita al tribunale di Macerata».

 

 

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