Centri di riabilitazione a rischio,
il 30 gennaio incontro in Regione

SUMMIT - Tariffe ferme da 12 anni, si cercano risposte concrete per salvaguardare il futuro delle strutture e dei servizi essenziali ed evitare l'apertura dello stato di crisi

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Il palazzo della Regione

I centri di riabilitazione delle Marche, dalla Lega del filo d’oro alla comunità di Capodarco, dalla Kos-Santo Stefano alla Fondazione Don Gnocchi, dalle Anfass all’Asp Paolo Ricci, dal Villaggio delle ginestre al centro Montessori, dal centro Mancinelli alla Buona novella, il 30 gennaio saranno ricevuti in Regione nella speranza di poter avere delle concrete risposte che consentano di evitare la dichiarazione dello stato di crisi.

Dopo mesi di attesa i centri di riabilitazione potranno illustrare alla Regione le motivazioni che hanno fortemente contribuito ad arrivare ad una situazione di non ritorno.

«Le tariffe sono ormai bloccate da oltre 12 anni ed in questo lasso di tempo il costo della vita è fortemente lievitato unitamente al costo del lavoro – dicono i rappresentanti dei vari centri – Il passaggio da Asur alle singole Ast rende sempre più difficile definire congrui accordi e si corre il rischio che ogni Ast affronti il tema della riabilitazione in maniera diversificata e difforme dai vigenti accordi stipulati in passato con la Regione ed Asur.

I centri, dove lavorano oltre 1500 operatori, assistono migliaia di pazienti con disabilità gravi e con presa in carico multidisciplinare; vengono assistiti pazienti che vanno dai disturbi dell’età evolutiva fino a pazienti con gravi cerebrolesioni o in stato di coma. La situazione di difficoltà è stata oggetto di varie missive inviate dall’Aris, associazione di categoria, alla Regione, senza aver avuto alcun cenno di risposta. Si confida molto che l’incontro del 30 prossimo possa dare concrete risposte e tranquillizzare pazienti e lavoratori»



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