«A Tolentino un Natale povero di luci
ma soprattutto di idee, stile e senso estetico»

LA CRITICA della consigliera di minoranza agli eventi organizzati per le feste dal Comune: «Se la visione a lunga gittata è accompagnata da eventi catalizzatori di interessi allora un luogo diventa una meta. E la città una meta lo è stata, in passato»

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Silvia Luconi

di Francesca Marsili

La consigliera di opposizione Silvia Luconi dice la sua sul Natale in città, e lo fa partendo dalla lettera con cui i commercianti del centro storico di Tolentino hanno criticato l’amministrazione Sclavi riguardo le festività definite «mai così povere di eventi».

«Se è l’avversario a dirti che sei inadeguato, lo stesso potrebbe essere tacciato di supponenza – sottolinea -, quando invece è il popolo a dire che “l’amministrazione ha dimostrato totale assenza di competenza e attenzione” allora è il caso che chi si dichiarava “pronto all’ascolto” o che all’indomani della vittoria parlava di competenza e abilità amministrative si faccia qualche domanda e si chieda se la città merita questo».

Per l’ex candidato sindaco la risposta a tale domanda è no, e aggiunge: «Se la visione a lunga gittata è accompagnata da eventi catalizzatori di interessi allora un luogo diventa una meta. E Tolentino una meta lo è stata» – commenta parlando al passato.

Natale-Tolentino-6-650x563-1-325x282«Un Natale povero di luci, ma soprattutto di idee, di stile e di senso estetico – prosegue  -. Al netto della grande aiuola in piazza della Libertà, per la quale si devono ringraziare solo i professionisti che l’hanno allestita, tutto il resto è stato inadeguato ad una città importante come Tolentino. Ovviamente, la mia accusa non va a chi è stato incaricato di lavorare per l’amministrazione, io incolpo l’attuale maggioranza e principalmente chi ha dettato le linee guida, chi ha stanziato i soldi (tanti), chi ha “fatto i disegnini con la matita” (per citare quanto scritto dai commercianti stessi)».

Luconi rispedisce al mittente il commento sui social del presidente del Consiglio Alessandro Massi: «Non si tratta di “fare la bella a difesa del centro storico e dei commercianti”, come qualcuno contraddistinto dalla solita eleganza istituzionale alla quale non soltanto io ormai sono abituata dichiara, ma di narrare i fatti così come sono».

Natale-Tolentino-650x488-1-325x244La consigliera di Fratelli d’Italia ammette che non è la prima volta che i commercianti escono sui giornali: «lo hanno fatto anche sotto l’amministrazione Pezzanesi. Da quelle prese di posizione però, non c’era chi faceva fughe in avanti in solitaria tentando di tutelare la propria persona a discapito dei colleghi: insieme ci si metteva la faccia, ci si sedeva, ascoltandosi a vicenda, avendo confronti, talvolta aspri, ma certamente sempre costruttivi e utili per portare a casa i risultati utili per la città».

Rivolgendosi alla compagine di maggioranza aggiunge: «Questa gente diceva di volersi candidare con lo scopo di rilanciare il tessuto sociale cittadino, oltre che del centro storico. Ci accusava di gestione clientelare, diceva che avrebbe modificato, ad esempio, il piano parcheggi, ed oggi parla di “limiti molto stretti” nel poterlo fare.

Se – incalza – come dicono loro, la morte del centro storico è il piano parcheggi voluto dalla ex candidata sindaco, come prima cosa li ringrazio per l’enorme potere che mi hanno riconosciuto anche a discapito dello stesso Pezzanesi e degli stessi colleghi di maggioranza che comunque hanno pensato, condiviso e lavorato un’idea con i vertici Assm dell’epoca.

Poi dico loro di mettere a bilancio una somma da riversare alla municipalizzata per coprire eventuali mancati introiti qualora volessero identificare dei posti gratuiti o degli sgravi particolari. D’altra parte il meccanismo della prima auto gratis voglio ricordare che è stato pensato dalla sottoscritta e condiviso con sindaco e giunta di allora che ringrazio ancora oggi per l’aiuto proferito, come ringrazio Colosi per averlo difeso. Si stanziarono i fondi necessari per indennizzare l’Assm che contrariamente non avrebbe potuto adottare tale provvedimento».

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Pupo e Sclavi in posa con Babbo Natale

Consapevole che l’Assm deve rispettare un piano economico e finanziario per coprire gli investimenti richiesti dalla maggioranza dell’epoca nel 2021, la stessa sostiene che «se sindaco e giunta sono così determinati nel risolvere le problematiche in un’epoca in cui le situazioni mutano velocemente e con esse anche le esigenze, prendano di petto la questione e smettano di incolpare i componenti evidentemente più scomodi della compagine passata».

E prosegue: «Facciano finalmente quello che la città ha chiesto loro: governino, risolvano i problemi. In fondo per loro stessa ammissione pubblica i soldi ci sono, sono diventati buoni pagatori, hanno accantonato somme importanti come detto da Aloisi e Pupo qualche mese fa in Consiglio.

Arrivano addirittura cartelle esattoriali di 170mila euro ad aziende importanti della nostra città che producono lavoro ed occupazione e quindi, oltre che a mandare in rovina le partite iva e l’indotto relativo, a cosa serve tutto questo?».

L’ex vicesindaco aggiunge che «giungono voci su molteplici nuovi incarichi dirigenziali e consulenziali in Assm, (al netto dei pensionamenti da coprire) e salvo che non siano tutti gratis, anche l’azienda in questione potrebbe fare un piccolo sforzo per destinare quelle risorse (o parte di esse) ai parcheggi, se quelle adottate fino ad ora non sono sufficienti».

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Il bosco degli elfi

Rintuzza ancora: «Dicano come intendono rendere la città attrattiva nonostante la pesante ricostruzione che deve attraversare, come intendono incentivare la rivitalizzazione del centro storico visto che secondo Massi io avrei contribuito a distruggerlo. Ora c’è lui; perché non dimostra cosa sa fare? Si diano finalmente delle priorità e capiscano cosa serve oggi a Tolentino, ascoltino con umiltà e non incolpino chiunque si permette di esprimere un giudizio, accettino che i cittadini hanno testa pensante e affrontino con maturità l’importante ruolo che rivestono.

Abbassino i toni veramente (e non solo con i post sui social) e ci dicano come intendono rilanciare il tessuto sociale del centro e della città tutta a fine ricostruzione; dicano come intendono rilanciare il turismo e come hanno intenzione di gestire le molteplici problematiche della casa di risposo, altra realtà che non ha mai conosciuto un punto così basso».

Conclude: «Per amore della verità sostengo che non è certamente l’evento in sé che risolve una problematica gravosa ed annosa per un commercio che cambia e per un’economia che arranca; non è certamente un capodanno in piazza (che tra l’altro, al di là della goliardia di qualche simpatico provocatore) noi non abbiamo mai organizzato nei dieci anni, non è un carnevale o uno spettacolo a risollevare un luogo».

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