Tentata rapina nel negozio di alimentari,
il 36enne resta in carcere
«Mi servivano i soldi per la droga»

MACERATA - Arresto convalidato dal giudice dopo il colpo sfumato in via Marchetti, l'uomo ha ammesso di essere un tossicodipendente e di aver provato a rapinare la titolare dell'esercizio commerciale per procurarsi i soldi necessari a comprare le dosi. Il suo avvocato: «Adesso spera di poter entrare in comunità perché si rende conto che non può continuare in questo modo». E' accusato anche dell'aggressione al pronto soccorso

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tribunale-macerata«Sono tossicodipendente e mi servivano i soldi per la droga». Si è giustificato così Marco Frascaria, 36enne pugliese residente a Macerata, arrestato l’altro giorno per una tentata rapina in un negozio di generi alimentari del capoluogo. Oggi infatti in tribunale si è svolta l’udienza di convalida davanti al giudice Claudio Bonifazi. L’uomo era difeso dall’avvocato Cosimo Borsci. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto che il 36enne resti in carcere. 

Il giorno di San Silvestro, con il volto coperto da un passamontagna e indossando guanti in lattice, ha approfittato di un momento di distrazione della titolare di un negozio di generi alimentari in via Marchetti e l’ha afferrata per il collo, intimandole di consegnare l’incasso. La vittima è riuscita a liberarsi della presa, anche grazie all’intervento di un altro dipendente del negozio e di alcuni clienti, costringendo il malvivente a fuggire. Grazie alle immagini della videosorveglianza, è stato rintracciato dai carabinieri nella sua abitazione, dove sono stati rinvenuti anche gli abiti indossati al momento della tentata rapina. E’ finito così in carcere. Frascaria nel tentare la rapina, tra l’altro, aveva violato anche i domiciliari, dove si trovava perché ritenuto responsabile dell’aggressione al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, quando aveva picchiato due infermieri e un addetto alla vigilanza.

Oggi al giudice ha detto che aveva tentato la rapina per recuperare soldi che gli sarebbero serviti a comprare la droga. «Adesso – dice il suo legale – spera di poter entrare in comunità perché si rende conto che non può continuare in questo modo».

(redazione CM)

 

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