
La lettera originale scritta da Ivo Buccolini nel Natale del 1916 dal fronte della Prima guerra mondiale
«La vigilia ieri sera l’ho passata benissimo, oggi anche non tanto male, se si dovesse far Natale con ciò che passa il governo bisogna morire di fame, ci ha dato il rancio come al solito pane nero e poco, quattro fichi e un piccolo pezzetto di formaggio neanche il vino. Di certo non credete questo ma solo posso dirvi che è un po’ di tempo che siamo costretti a mangiare pane, non posso dirvi tutto».
E’ il 25 dicembre 1916 e questo un passaggio della lettera che Ivo Buccolini, 21enne di Urbisaglia, scrisse ai suoi genitori dal fronte dell’Isonzo, durante la Prima guerra mondiale. Aspettava un pacco, che evidentemente non era ancora arrivato. Un Natale di privazioni, di fame, di attesa, sicuramente di paura e di angoscia, ma anche di fede e di amore verso la famiglia,
A renderla nota oggi, nel giorno di Natale di 108 anni dopo, è il nipote Stefano Buccolini.
Ecco la lettera integrale scritta più di un secolo fa da Ivo Buccoloni. Nella trascrizione sono state lasciate le “sgrammaticature” presenti per dare più autenticità al contenuto della stessa.
«Carissimi genitori,
25 dicembre 1916
oggi ho ricevuto una vostra ed attendo con ansia il vostro pacco, ma come mi dite che non avete potuto spedirlo pazienza anche per questo.
Ieri sera il nostro buon maggiore ci ha regalato un pacco contenente un paio di calze lunghe fino a mezza gamba, un paio di guanti e un passamontagna, poi abbiamo ricevuto il pacco di Natale che ci manda dall’Italia contenente due pacchi di cioccolata, un paio di calze di lana, un libro da messe e un po’ di cartoline e sigarette. L’ho gradito almeno si vede che in Italia pensa per noi. La vigilia ieri sera l’ho passata benissimo, oggi anche non tanto male, se si dovesse far Natale con ciò che passa il governo bisogna morire di fame, ci ha dato il rancio come al solito pane nero e poco, quattro fichi e un piccolo pezzetto di formaggio neanche il vino.
Di certo non credete questo ma solo posso dirvi che è un po’ di tempo che siamo costretti a mangiare pane, non posso dirvi tutto (il motivo molto probabilmente riguardava la censura, le lettere dei soldati potevano essere aperte e lette, ndr).
Non vi allarmate se vi dico queste cose, ha questo poco mi importa basta che stia bene in salute altro non penso. Vi ho spedito alcune cartoline fatemi sapere se le avete ricevute.
Non pensate per me io sto benissimo non vedo l’ora di tornare per rivedervi, io vendo alla fine di Gennaio e per essere sicuro ho pensato una cosa, ve la dirò quando vi scrivo.
Qui questa mattina era tempo buono ora tutta nebbia.
Novità nulla.
Saluti e buon capo d’anno a tutti i parenti e amici.
A voi tutti saluti e baci vi chiedo la santa benedizione.
Ivo»
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Da brividi. E noi che ci lamentiamo per nulla!
Spero sia tornato .
ho letto ben altro sulla guerra sull’Isonzo, questo bravo ragazzo probabilmente ha edulcorato la sua lettere ben sapendo che altri, oltre ai suoi genitori, avrebbero dato una occhiata…e le punizioni per il ‘disfattismo’erano durissime!
non voglio fare retorica,non serve, ma quei giovani erano eroi per il solo fatto di essere stati tolti alle famiglie e buttati in un vero inferno di sangue fango e terrore che io personalmente fatico ad immaginare…e qui dico che anche i nostri, di ragazzi, la cui maggioranza (silenziosa) è sana e promettente, possono essere ‘eroi’certo in modo diverso da quelli di allora…riuscendo a pensare con la loro testa, coltivando la loro capacità di analisi critica, per così proteggersi da un sistema che vuole portare i loro cervelli all’ammasso…in bocca al lupo