Pestaggio mortale in carcere, l’imputato:
«Non l’ho colpito, tra noi buon rapporto»

CORTE D'ASSISE - Il 25enne Zudi Jasharovski è accusato in tribunale a Macerata, di omicidio preterintenzionale. «L'ho trovato a terra». Sentito anche il medico legale consulente della parte civile: «Lesione compatibile con un pugno o un calcio»

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Gli avvocati Marielvia Valeri e Vando Scheggia

di Gianluca Ginella

«Non ho colpito il mio compagno di cella, avevo un buon rapporto con lui e la vita in cella si svolgeva del tutto tranquillamente», così Zudi Jasharovski il 25enne di San Severino che è imputato davanti alla Corte d’assise di Macerata per l’omicidio preterintenzionale del 50enne Lorenzo Rosati. Oggi è stato sentito lui, e poi il medico legale Roberto Scendoni che ha svolto la consulenza per la parte civile, la direttrice del carcere di Fermo, una guardia e il medico del carcere.

Il 25enne ha negato di aver tirato un pugno al compagno di cella. «Ha detto che l’ha trovato a terra, non l’ha colpito» dice l’avvocato Vando Scheggia che insieme al legale Marielvia Valeri assiste l’imputato.

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Gli avvocati Marco Murru e Marco Melappioni

Il medico legale Roberto Scendoni ha riferito che «la lesione alla milza che ha portato allo choc ipovolemico che ha causato la morte di Rosati potrebbe essere stato provocato da un cazzotto, da un calcio o da una ginocchiata» dice l’avvocato Marco Melappioni che assiste i familiari di Rosati, insieme al legale Marco Murru, che sono parte civile al processo.

L’avvocato Scheggia sulla testimonianza aggiunge «Gli ho chiesto se fosse possibile, come ha sostenuto il compagno di cella, Ben Salim Houssine che accusa il mio assistito, che fosse stato picchiato per 20 o 25 minuti. Ha risposto che se i pugni erano leggeri potevano anche non lasciare il segno».

Sentita la direttrice del carcere, Loredana Napoli, che ha detto che sia Rosati che l’imputato erano persone tranquille in carcere.

Scheggia aggiunge: «è stato sentito anche il medico del carcere che ha visitato e parlato con Rosati poco dopo che si è sentito male, alla domanda se gli avesse detto se era stato picchiato ha risposto che non gli aveva detto niente». Il processo è stato rinviato al 30 gennaio per la chiusura della fase istruttoria, a febbraio si arriverà alla sentenza.

I fatti contestati risalgono al 28 maggio 2021 nel carcere di Fermo. Ad accusare Jasharovski il compagno di cella Houssine che dice che il 25enna avrebbe colpito Rosati, una aggressione che avrebbe portato alla morte del 50enne. Per la difesa però questa aggressione non ci sarebbe mai stata.

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