Corteo dei compagni di scuola
per dire addio a Penelope.
Striscione dei tifosi in Comune

CIVITANOVA - Il dolore di una città per la bambina di 11 anni morta lunedì. Il funerale nella chiesa di San Pietro. Il parroco: «Ogni bambino è un patrimonio sacro di questa umanità, piangiamo un dolore immenso». Raccolta fondi della famiglia per l'ospedale Salesi dove la piccola era ricoverata

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Il funerale della bambina

di Laura Boccanera

«Ogni bambino è un patrimonio sacro di questa umanità, per questo Civitanova piange con lacrime di un dolore immenso». Don Mario Colabianchi è riuscito a trovare parole giuste e dosate con cura per accompagnare l’ultimo saluto di Penelope Salvucci, la bambina di 11 anni, morta lunedì all’ospedale di Torrette a seguito di una leucemia fulminante. Nel pomeriggio la città ha dato l’addio alla piccola con il funerale nella chiesa, gremita, di San Pietro.

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Penelope Salvucci

La cerimonia è stata preceduta da un saluto privato nella cappella della chiesa di Stella Maris, dove Penelope andava a scuola nell’istituto paritario My School. E proprio i suoi compagni, le amiche e gli amici con cui aveva condiviso le giornate sui banchi hanno scortato il feretro in corteo su via Vela fino alla chiesa. Lì hanno deposto fiori viola ai piedi del feretro. Ad accoglierla, sotto Palazzo Sforza anche uno striscione dei tifosi della Civitanovese con scritto “Ciao piccola Penelope”.

Un lutto che ha colpito tutta la città, anche chi non conosceva direttamente la famiglia e a cui Don Mario, in chiesa, ha provato a dare senso e conforto.

«La morte di un bambino provoca immediatamente una mobilitazione di cuori che palpitano con la stessa frequenza – ha sottolineato nell’omelia – e su questa triste notizia tutti noi abbiamo accordato la stessa pulsazione, si accende la commozione per il dolore innocente. La nostra gente si è stretta attorno alla mamma, al papà e alla nonna, per compatire con loro attraverso un affetto tenace.

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Tu piccola Penelope sei al centro dei pensieri di questa comunità. Credo che il dolore estremo sia la sofferenza di chi vede morire un figlio, un dolore che non può essere detto perché le parole non possono contenerlo ed esprimerlo.

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Lo striscione davanti al Comune

Le espressioni più vere sono proprio il grido e il silenzio. Questo dolore che non può essere raccontato e tuttavia non ha bisogno di essere spiegato. La domanda che ci facciamo è perché è capitato a lei, avremmo preferito che fosse accaduto a noi, ogni genitore sarebbe pronto a dare la vita in cambio di quella del figlio. E ci poniamo altre domande: perché così, perché adesso. Questa tragedia di cui siamo testimoni sgomenti ci chiede di dare voce a questi interrogativi, ma non abbiamo risposte perché di fronte al dolore e alla morte dei bambini la ragione non troverà mai soluzioni accettabili. Ma la morte non ha il potere di spezzare l’amore anzi lo potenzia». 

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I familiari in ricordo della piccola Penelope stanno promuovendo una raccolta fondi da devolvere all’ospedale pediatrico Salesi che l’ha accompagnata nei suoi ultimi giorni di vita. Per chi volesse partecipare, entro sabato, punti di raccolta si trovano presso le attività commerciali Stay (corso Umberto I), Lucandrea Parrucchieri (via Trieste) e al bar Alice (viale Vittorio Veneto). La bambina dopo essere stata ricoverata all’ospedale Salesi di Ancona per una polmonite è morta lunedì. Le è stata scoperta una leucemia.

(Foto di Federico De Marco)

 

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Penelope muore a 11 anni, stroncata da un male fulminante



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