Appicca le fiamme a cassonetti,
sterpaglie e in una casa in disuso:
sotto accusa un 30enne

MONTE SAN GIUSTO e MOGLIANO - Il processo si è aperto al tribunale di Macerata. In tutto gli vengono contestati il rogo in una casa in disuso e sette tentativi di incendio avvenuti la scorsa estate

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L’incendio a Monte San Giusto

di Gianluca Ginella

Serie di incendi (sette tentati e uno riuscito) a Monte San Giusto e a Mogliano: il piromane finisce sotto accusa al tribunale di Macerata. Avrebbe appiccato le fiamme a cassonetti, ad una abitazione, a sterpaglie tra l’11 giugno e il 28 luglio scorsi. Imputato il 30enne Federico Quarchioni, sangiustese. Le indagini sul suo conto sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Macerata che grazie alle telecamere della videosorveglianza sono riusciti a risalire a lui.

Ieri si è aperto il processo davanti al giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata. Il primo incendio in corso Costituzione, a Monte San Giusto, dove, dice l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, il 30enne avrebbe appiccato il fuoco alla finestra della sede della Cgil. L’intervento dei vigili del fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero ulteriormente.

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L’incendio dell’11 giugno

Se questo è stato un tentativo, il 21 giugno il 30enne sarebbe invece riuscito nell’intento di causare un incendio. E’ avvenuto in via Macerata 105, a Monte San Giusto in un’abitazione in disuso. Le fiamme, dice l’accusa, avevano distrutto il tetto. Altri tre tentativi il 10 luglio, sempre a Monte San Giusto, quando avrebbe appiccato il fuoco in un cassonetto in via Papa Giovanni XXIII, poi all’interno di un’intercapedine di un immobile in via Macerata 87, danneggiando e rendendo inutilizzabile il motore esterno del frigorifero di un negozio di frutta e verdura, e all’interno di un cassonetto in via Verdi, danneggiandolo. Incendi che non si erano sviluppati per l’intervento dei vigili del fuoco. I carabinieri a questo punto lo hanno invididuato e denunciato. Ma il giovane sarebbe tornato a colpire, questa volta a Mogliano.

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L’incendio a Mogliano

Il primo tentato incendio risale al 27 luglio scorso. Secondo l’accusa l’imputato avrebbe appiccato il fuoco alle sterpaglie ai margini della provinciale 61 in contrada Casale. Anche qui erano intervenuti i vigili del fuoco e le fiamme non si erano propagate. Il giorno dopo altri due tentati incendi. Ancora a Mogliano, ancora lungo la provinciale 61. Questa volta avrebbe dato fuoco prima ad un cassonetto per la raccolta del vetro in contrada Giardino, poi alle sterpaglie su un terreno in contrada San Pietro. Le fiamme non si erano propagate. In seguito a questi incendi il 30enne era stato arrestato.

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