
L’avvocato Carlo Nunzio Sforza
di Laura Boccanera
Da aiuola a parcheggio, il Tar dà ragione al privato. E ora il Comune dovrà ripristinare lo stato dei luoghi.
Si è conclusa con una sentenza del Tar una complessa ed annosa questione urbanistica che riguarda il Comune di Corridonia. La vicenda prende avvio qualche anno fa e ha interessato la località San Claudio ed è relativa alla trasformazione di una grande aiuola a verde pubblico in parcheggi, l’attribuzione dei parcheggi condominiali e privati e le modifiche realizzate alla viabilità.
A seguito di una Scia relativa ad un’attività commerciale infatti l’aiuola è stata trasformata in parcheggio pubblico e si è creata una viabilità di raccordo fra parcheggi condominiali e pubblici, spesso usata come parallela alla provinciale.
Le titolari dell’ “Arredamento Morresi” che insiste in quello spazio hanno assistito a modifiche dei parcheggi pubblici, condominiali e privati e alla creazione di una viabilità prima inesistente senza che alle stesse sia mai stata richiesto il dovuto assenso nonostante fossero comproprietarie dell’area condominiale mutata e persino titolari di una porzione dell’area privata.
Si sono relazionate, per questo, col comune di Corridonia per richiedere il controllo di regolarità amministrativa e legittimità sostanziale della documentazione presentata presso l’ente, ma quest’ultimo ha ritenuto più volte di non intervenire affermando che non vi fosse alcuna illegittimità. A quel punto le due titolari si sono rivolte agli avvocati Carlo Nunzio Sforza e Natalie Ripa per procedere al Tar.
Secondo il Tribunale «lo stato dei luoghi è stato pacificamente modificato» senza la doverosa autorizzazione dell’assemblea condominiale e titolo edilizio, giacché – scrivono i giudici – «una grande aiuola a verde pubblico è stata trasformata a parcheggio (di circa 200 mq), con realizzazione di un fondo stradale asfaltato e stabile modifica tendenzialmente irreversibile dello stato dei luoghi» ed «è stata realizzata una strada/viabilità pubblicamente transitabile, prima inesistente (e incidente pacificamente, ancorché in modo marginale, su area in proprietà privata, senza alcun titolo abilitativo)».
Sempre il tribunale osserva la “manifesta contraddittorietà” tra il Riesame operato dal Comune e la delibera di giunta n. 172/2021, che «vale a viziare di eccesso di potere l’atto impugnato», visto che non era sufficiente depositare delle Scia per simili modifiche. Il Tribunale ha anche previsto che tutto dovrà tornare come era in precedenza, statuendo «la riduzione in pristino dello stato dei luoghi conseguente l’esecuzione conformativa della presente sentenza, cui dovrà seguire la doverosa attività di vigilanza anche di polizia urbanistico – edilizia, incombente sul comune di Corridonia e sul relativo corpo di Polizia Municipale».
Il Comune è stato anche condannato a pagare le spese legali per 5mila euro oltre oneri di legge e rimborso del contributo unificato. «Sono molto orgoglioso della sentenza ottenuta a conclusione di un processo articolato – ha commentato l’avvocato Carlo Nunzio Sforza – la mia soddisfazione non è solo legata al risultato professionale, sicuramente rilevante, ma anche e soprattutto per essere riusciti a far riconoscere i diritti ed interessi delle ricorrenti, che hanno cercato invano di rappresentare la questione al Comune ed alla fine si sono dovute rivolgere al tribunale, che ha operato un intervento direi molto netto. Ora ci aspettiamo, come disposto dal Tar che la situazione dell’area sia ripristinata».
Il problema che saranno sempre i Cittadini a pagare. Urge una legge in queste circostanze che faccia pagare i responsabili di tasca propria.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Giustizia a metà, infatti adesso saranno i cittadini a pagare il ripristino a verde pubblico mentre dovrebbero pagare i veri responsabili sindaco e assessore ai lavori pubblici di tasca loro.
se la delibera era del 2021, allora la cosa è stata fatta dalla precedente amministrazione e non dall’attuale amministrazione Giampaoli.