
La recinzione del campo del Santuario
«Via la recinzione dal campo del Santuario, sembra il confine della striscia di Gaza». E’ quanto chiedono all’amministrazione comunale i consiglieri d’opposizione del gruppo Mogliano 313 Marco Petrelli e Corrado Nardi, che hanno presentato una mozione da discutere nel Consiglio di questa sera.
«Lo scorso mese di giugno l’amministrazione comunale, con fare disinvolto – dicono – ha posto in essere una recinzione metallica che taglia longitudinalmente il campo sportivo retrostante il Santuario del Santissimo Crocifisso, impedendo a chiunque l’accesso a quell’area. Con l’approssimarsi dell’Ascensione, ed il consueto afflusso di pellegrini, anche forestieri, che vede il suo cuore proprio nelle celebrazioni che si svolgono al Santuario, tenuto conto che quella porzione di campo, attualmente inaccessibile, è l’area di accoglienza su cui si ritrovano anche posteggiando le auto i fedeli, in particolare anziani con maggiori difficoltà di movimento, abbiamo sentito il dovere di proporre una mozione per far rimuovere la recinzione».
«Con la nostra proposta intendiamo far riflettere e sensibilizzare l’amministrazione Cesetti sul danno che quella scelta ha arrecato e può arrecare ai fedeli ed al Santuario stesso proprio in occasione della sua festa principale – aggiungono i due consiglieri – Infatti, allo stato attuale non vi sono motivi validi per mantenere in essere questa recinzione più simile a un nuovo muro di Berlino o al confine della striscia di Gaza e che nulla hanno a che vedere con il senso di accoglienza, proprio di un Santuario. Se a questo si aggiunge il fatto che quel terreno il Comune lo ha ricevuto in dono (insieme ad altri immobili) con la specifica clausola di destinarlo all’espletamento di finalità caritatevoli-sociali ed assistenziali appare evidente che oltre al danno per i cittadini, i fedeli e per il Santuario, la mancata rimozione comporterebbe un persistente stato di violazione degli accordi e delle leggi».
«Il Santuario di Mogliano – sottolineano Petrelli e Nardi – è sempre stato un luogo di forte religiosità e di fede, molto noto anche fuori regione, come testimoniato dalle pubblicazioni e gli incontri fatti in occasione del bicentenario del miracoloso scoprimento ed ora invece, rischia un impoverimento ed un ridimensionamento. Al contrario, invece, è diffusa, presso i vari organi istituzionali (Regione, struttura commissariale, Diocesi), la volontà di rivalutare i territori interni, in particolare quelli che hanno subito danni dal sisma, anche attraverso la valorizzazione del turismo religioso ed i percorsi ad esso collegati, (recentemente sono stati fatti convegni ed una specifica ordinanza del Commissario alla ricostruzione è dedicata a questo https://www.cronachemaceratesi.it/2023/05/08/cammini-lauretani-realta-rilevante-alle-marche-32-milioni-di-euro/1750731/ ). Mogliano – concludono – non può andare in controtendenza impoverendo e depotenziando il suo principale polo di fede, è una scelta di buon senso e di rispetto».

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