Diagnosi e cura dell’endometriosi,
Macerata punto di riferimento regionale.
Pelagalli: «In 10 anni fatti 5mila interventi»

GIORNATA MONDIALE - Lo Sferisterio si colorerà di giallo per sensibilizzare sulla malattia che colpisce moltissime donne. L'assessore Filippo Saltamartini: «Gli accessi ospedalieri nel 2022 sono stati oltre 300. Abbiamo in cantiere una proposta di legge che istituisce il Registro regionale dell’endometriosi (Ree) per la raccolta e l’analisi dei dati clinici e sociali»

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Il dottor Mauro Pelagalli

Nelle Marche 495 donne hanno un codice esenzione per endometriosi. «Ma quelle che soffrono della malattia sono molte di più» evidenzia l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. Oggi, martedì 28 marzo ricorre la giornata mondiale dell’Endometriosi, istituita nel 2014 per sensibilizzare sulla malattia fortemente invalidante per le donne che ne soffrono. Lo Sferisterio di Macerata si illuminerà di giallo per l’occasione, non solo a testimoniare l’impegno svolto dal personale sanitario in tale ambito, ma soprattutto perché l’Ospedale di Macerata con il suo Reparto di Ginecologia ed Ostetricia diretto dal dottor Mauro Pelagalli è centro di riferimento regionale per la cura di questa patologia.

«Gli accessi ospedalieri nel 2022 – commenta l’assessore Saltamartini – sono stati oltre 300. Abbiamo in cantiere una proposta di legge che istituisce il Registro regionale dell’endometriosi (Ree) per la raccolta e l’analisi dei dati clinici e sociali; promuove l’istituzione e l’organizzazione della Rete regionale per la prevenzione, la diagnosi e i percorsi di cura; promuove la formazione degli operatori sanitari e sociali; istituisce il Comitato tecnico-scientifico regionale; promuove l’utilizzo di tecnologie e metodi innovativi per l’informazione agli adolescenti e istituisce la settimana regionale dell’endometriosi».

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Filippo Saltamartini e Antonio Draisci

«Veder riconosciuto il nostro reparto di Ginecologia ed Ostetricia di Macerata come Centro di riferimento regionale per la cura dell’endometriosi è motivo di orgoglio per la nostra Azienda sanitaria – sottolinea il commissario Antonio Draisci – e il mio plauso e ringraziamento per i risultati ottenuti va al dottor Mauro Pelagalli e a tutta la sua équipe».
«L’endometriosi – spiega il dottor Pelagalli – rappresenta una patologia che colpisce circa 3 milioni di donne, un milione e mezzo sintomatiche e il restante asintomatiche, inoltre esiste un 42% di coppie sterili che ha all’interno della pancia l’endometriosi, pur essendone ignara. Questa patologia è anche fra le principali cause di bassa fertilità, oltre che fonte primaria di dolore pelvico cronico, che si riaccende in corso di mestruazione, di ovulazione e spesso per tutto il mese soprattutto nelle forme più infiltranti, quelle che interessano la parte posteriore dell’utero e quella intestinale. La ragione per cui è così diffusa, specie tra le giovani ragazze, deriva dal fatto che gli stati infiammatori del peritoneo possono essere dovuti a migliaia di fattori, tra cui le infezioni sessualmente trasmesse, anche quelle asintomatiche, l’alimentazione con prodotti inadeguati, spesso a carattere di basso valore nutritivo e di alto valore tossico, e di tutti quei fattori che possono predisporre all’impianto delle cellule endometriosiche all’interno del peritoneo pelvico».

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Un intervento di endometriosi

Il reparto guidato dal dottor Pelagalli è stato riconosciuto come Centro regionale di riferimento per la cura di questa patologia. «Da circa 10 anni mi occupo di endometriosi, nell’arco di questo tempo abbiamo eseguito circa 5mila interventi per patologia severa e medio grave e i progressi conseguiti ci hanno permesso di essere riconosciuti come riferimento a livello regionale per questa patologia. Siamo stati i primi nella Regione Marche e gli unici a fare il Nose, un intervento di resezione intestinale da endometriosi senza l’interessamento della parete addominale, cioè senza fare il classico taglio. Ci occupiamo di tutta la patologia endometriosica, anche quella più severa riguardante il comparto posteriore, i legamenti e negli ultimi mesi abbiamo trattato patologie con interessamento delle strutture nervose, tra cui il plesso pelvico inferiore e il nervo sciatico. Questi traguardi sono stati raggiunti grazie all’attenzione rivolta alla formazione, alla preparazione e alla costituzione di un percorso che consente alle pazienti di avere non soltanto un trattamento di altissimo livello chirurgico, ma anche medico attraverso un riscontro inerente la loro condizione di vita, la fertilità e le prospettive future. Vorrei ricordare poi che lo scorso anno siamo stati protagonisti a Macerata con un congresso intitolato “Endometriosi 2022”, in cui abbiamo avuto tra i relatori il professor  Philippe Koninckx, massimo esperto al mondo della chirurgia della endometriosi, oltre a prestigiosi professionisti sanitari nazionali e internazionali intervenuti. Da ultimo, vorrei sottolineare che la Sigo (Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia) ha ulteriormente riconosciuto la qualità del nostro lavoro, designandoci quale Centro capofila per l’Endometriosi, a livello regionale, attraverso l’istituzione di una mail dedicata, a cui le pazienti possono scriverci per organizzare un percorso e il cui indirizzo è: macerata.endometriosi@sigo.it».

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