Ramin Bahrami, “servitore” di Bach
«Dalla disumanizzazione digitale
ci salva la bellezza» Video

GIORNATA CONTRO LA DROGA - Il grande pianista di origini iraniane è stato il protagonista dell’incontro organizzato dalla cooperativa di Corridonia dal titolo "Come Bach mi ha salvato la vita"
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Ramin Bahrami si racconta tra musica, parole, natura e buon cibo

di Gabriele Censi

Un momento piacevolissimo tra musica, parole e buon cibo quello che si è svolto ieri al Villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia. Protagonista dell’evento organizzato dalla Cooperativa Pars è stato Ramin Bahrami, pianista di fama internazionale di origini iraniane che ha raccontato la sua esperienza personale e il suo personalissimo rapporto con Bach.

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Ramin Bahrami al piano

Oltre 150 presenti hanno potuto ascoltare il suo racconto, intervallato da alcuni momenti in cui l’artista si è esibito al pianoforte. “Come Bach mi ha salvato la vita” era il titolo dell’incontro (lo stesso di un famoso libro che Bahrami ha pubblicato per Mondadori nel 2014), a dimostrazione di come la musica del grande compositore sia stata, per Bahrami, una sorta di guida, di “paternità incontrata” lungo il cammino. Un evento che si è svolto in occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla droga. Ramin Bahrami rappresenta un messaggio di speranza per i giovani, anche e soprattutto per quelli che sono inseriti in un percorso di recupero. Oggi più che mai ragazzi e famiglie avrebbero bisogno di un motivo forte per combattere la morte e la negatività.

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Ramin Bahrami

«Sono un servitore di Bach – ha dichiarato Bahrami – e suonando la sua musica voglio lanciare un messaggio di armonia. Abbiamo la necessità di riempirci di bellezza e di pace in un mondo che sta invece perdendo la capacità di dialogo, di ascoltare i sentimenti. Stiamo vivendo una vera e propria disumanizzazione digitale. Nella vita ci sono momenti bui in cui si può cadere, ma poi la bellezza ci salva. E Bach rappresenta questa bellezza.» Artista cosmopolita di origini iraniane, russe, turche e tedesche, Bahrami ha sottolineato come l’Europa al tempo di Bach fosse più attenta a ciò che succedeva oltre i propri confini. Nel corso della serata Bahrami ha ricordato una frase di Bach: “La musica ci insegna a non sentire il silenzio che c’è nel mondo”.  Il maestro ha poi proseguito affermando: «Bach è un maestro di ascolto in un mondo in cui non riusciamo più ad ascoltare, soprattutto gli ultimi. Smettete di usare le armi e usate la musica!». Ha poi lanciato un messaggio a tutti i giovani, soprattutto a quelli più in difficoltà: «Riempite le vostre vite di musica vera, sostituite la tecnologia con la musica, con la socializzazione, con la lettura, l’ascolto, la parola».

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Nicoletta Capriotti

Nicoletta Capriotti, presidente Pars, ha commentato così la giornata: «Per noi è stato un onore avere Ramin Bahrami come ospite. Ci colpisce il suo modo di suonare ed interpretare Bach, e ci interessava capire e conoscere il suo rapporto con questo grande compositore. Dalle parole del maestro traspare un legame speciale che lo lega a Bach, qualcosa di bello e intenso, di travolgente addirittura, che ha dato una direzione di luce e di significato alla sua vita.» Capriotti prosegue poi soffermandosi sull’importanza che un evento e una testimonianza come questa possono avere per i ragazzi della Comunità: «L’esperienza che facciamo con i ragazzi che affrontano vari problemi legati alle dipendenze ci dice che un incontro significativo, un rapporto importante con cui paragonare tutte le circostanze della vita, può restituire un senso all’esistenza».

Dopo l’incontro, i presenti hanno condiviso il momento della cena, preparata per l’occasione dall’azienda San Michele Arcangelo con prodotti biologici e servita proprio dalle ragazze e dai ragazzi ospiti della Comunità. L’evento ha ricevuto il patrocinio dalla Regione Marche, dalla Provincia di Macerata e dal Comune di Corridonia. Alla realizzazione hanno poi collaborato attivamente l’Azienda Agricola San Michele Arcangelo, la Scuola Civica di Musica Stefano Scodanibbio, l’Associazione ut re mi Onlus e la Fondazione San Riccardo Pampuri Onlus.

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