«Scuola dell’infanzia, perso il finanziamento
Si sono dimenticati di rispondere
alla lettera del Ministero»

MATELICA - A denunciarlo in un volantino il gruppo consiliare di opposizione guidato da Alessandro Delpriori: «In 15 giorni sindaco e assessori non sono riusciti a far mettere insieme i documenti dagli uffici e poi caricarli su una piattaforma online, per rispondere ad una richiesta di specifiche tecniche. Quattro milioni di euro persi per negligenza, disinteresse e inettitudine politica»

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Alessandro Delpriori di “Per Matelica”

di Monia Orazi

Matelica ha perso il finanziamento per la realizzazione della scuola dell’infanzia. A denunciarlo in un volantino di comunicazione politica, arrivato ieri nelle cassette postali dei matelicesi, il gruppo consiliare di opposizione “Per Matelica”, guidato dall’ex sindaco Alessandro Delpriori. «Capite la gravità della cosa, Matelica ha perso il finanziamento – scrivono i consiglieri di minoranza – sono quasi quattro milioni di euro persi per negligenza, disinteresse, inettitudine politica, eppure sono sempre molto ligi a rispondere sui social, a comunicare i loro incontri, però rispondere al ministero no, è meno importante di un post su Facebook che frutta una ventina di like».

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Massimo Baldini, sindaco di Matelica

Nel volantino e i quattro consiglieri Alessandro Delpriori, Sigismondo Mosciatti, Cinzia Pennesi, Corinna Rotili e Fabiola Santini ricostruiscono quanto accaduto parlando di «un fatto senza precedenti nella storia del nostro comune, forse in tutta Italia. La scuola dell’infanzia – spiegano – la cui ricostruzione ex novo era stata finanziata, non si farà perché in comune si sono dimenticati, nel vero senso della parola, di rispondere ad una richiesta di specifiche tecniche da parte del ministero dell’istruzione e della ricerca. L’episodio è gravissimo e denota tutta l’incapacità di cui questa amministrazione fa ampio sfoggio da ormai tre anni». I consiglieri riportano due lettere, la prima email arrivata al Comune di Matelica il 18 ottobre 2021 firmata dal dirigente del dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione dottoressa Paola Iandola.

«Nella lettera indirizzata ai comuni vincitori del bando per le scuole, venivano richieste delle specifiche tecniche importanti per assegnare i fondi, da caricare in una piattaforma del ministero entro le 18 e il 3 novembre 2021. La lettera – come spiegano i consiglieri – recitava nelle ultime due righe “nel caso in cui entro il predetto termine non sarà caricata la documentazione richiesta, codesto ente sarà escluso direttamente dalla graduatoria e dalla procedura di selezione in questione». Nella seconda lettera inviata dal Comune di Matelica il 10 novembre 2021 firmata dal sindaco, i consiglieri citano Massimo Baldini che chiede «lo sblocco della procedura per poter accedere al caricamento della documentazione richiesta» e poi la stessa documentazione era allegata alla lettera.

Concludono i consiglieri: «Insomma la lettera richiesta era arrivata il 18 ottobre, in 15 giorni sindaco e assessori non erano riusciti a far mettere insieme i documenti dagli uffici e poi caricarli su una piattaforma online. La domanda che allora viene da farci è chiara: ma siamo sicuri che queste stesse persone che non si rendono conto che il tempo passa e che si accorgono solo dopo una settimana di aver perso una cosi grande occasione e tanti soldi, sono capaci di gestire la ricostruzione del terremoto e poi i fondi del Pnrr? Noi si siamo sicuri che non lo sanno fare, guardiamo ai fatti e non alle chiacchiere». Nella stessa nota l’opposizione accenna alla ricostruzione pubblica, ricordando che palazzo Ottoni era stato finanziato durante l’amministrazione Delpriori, finanziamento ereditato dal sindaco attuale Massimo Baldini e dopo due anni e mezzo il cantiere non è partito. Aggiungono i consiglieri del gruppo “Per Matelica”: «Se la situazione dovesse continuare così Baldini non riuscirà a restituire nulla alla città, non porterà a termine nemmeno un’opera pubblica, ristrutturata con i fondi del sisma, immaginiamo che sia una sorta di record e i cittadini avranno perso 5 anni».



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