Macerata ha la regina del softball,
Marta Gambella è coach dell’anno:
«La mia vita sul diamante di via Cioci»

INTERVISTA - L'allenatrice maceratese, vice del tecnico Pizzolini in Nazionale maggiore e guida della formazione del capoluogo che milita in A2, premiata con uno dei riconoscimenti più ambiti: «Nonostante l'anno positivo non pensavo a questa nomination, è un'emozione grande»
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Marta-Gambella-nazionale

Marta Gambella, coach del Macerata Softball

 

di Michele Carbonari

Da campionessa di softball, a coach dell’anno 2021, nonché nuova vice allenatrice della nazionale maggiore. Marta Gambella sta vivendo un momento straordinario della sua carriera da tecnico. Con il Macerata Softball, impegnata nel campionato di Serie A2, ha da poco ricevuto il riconoscimento ottenendo il 61,6% delle preferenze a livello italiano (seconda Elisa Peri con il 38,4% dei voti). Due partecipazioni olimpiche con la maglia azzurra e cinque Scudetti e altrettante Coppe dei Campioni con Macerata, con cui ha un legame indissolubile in quanto ha sempre militato nel club della sua città, prima da interbase e ora da tecnico. Allenatrice fin da quando giocava in Serie A1, Marta Gambella ha praticamente cresciuto le giocatrici che oggi l’hanno aiutata a diventare coach dell’anno.

«È un’emozione grande, non me l’aspettavo – esordisce -. Ora c’è una formula nuova. Alcuni allenatori vengono nominati dagli altri della federazione, altri invece vengono fatti dal comitato nazionale dei tecnici, il mio nome uscito da lì. Nonostante l’anno positivo, non pensavo a questa nomination. Mi sono sempre vista come atleta, meno come allenatrice. Perché non è scontato che chi ha avuto successo da giocatrice abbia automaticamente avuto la capacità di allenare e trasmetterlo agli altri. Certo è una bella gratificazione. Spero di poter continuare a portare la mia esperienza da ex atleta all’interno del campo. Per noi non è un lavoro, ma pura passione e vocazione. Il softball è uno sport minore, quindi è una cosa in più rispetto a lavoro e famiglia, comporta tanto sacrificio».

Marta-GambellaMarta Gambella a Macerata ha trovato e ha a disposizione un ambiente sano e genuino che l’ha messa nelle condizioni di lavorare al meglio per raggiungere risultati importanti. «Ho cresciuto le giocatrici da quando erano bambine. Abbiamo una rosa che va dai 16 ai 25/26 anni. Soltanto in poche sono più grandi. Con loro c’è un rapporto che si è creato nel tempo, non è facile allenare femmine da allenatrice femmina – spiega la coach -. Negli anni mi sono sempre posta l’obiettivo di passare alle ragazze quello che sono stata io sul campo, al di la dell’aspetto tecnico, che poi dipende dalle capacità e dai talenti. Nel nostro sport le caratteristiche sono diverse, vorrei trasmettere tenacia, mentalità e sacrificio. La gioventù di oggi fa difficoltà a portare avanti gli impegni».

«Per arrivare ad un certo livello e ad essere stata una top player del softball, Marta Gambella ha percorso molta strada, da quando era bambina. Ho iniziato a cinque anni, abitavo vicino al campo di via Cioci e quindi andavo lì con i miei compagni d’infanzia. Per noi era un parco giochi, uscivamo con un guantone e passavamo le estati tutti insieme. È un amore che ha continuato, mi sono appassionata a questo sport e a 14 anni ho iniziato a giocare con la prima squadra. Eravamo in B e poi siamo salite nella massima serie. A 16 anni ho ricevuto la prima chiamata con la nazionale Juniores. Poi la Seniores e da lì non ho più smesso, fino a raggiungere la qualificazione olimpica nel 2000 a Sidney e nel 2004 ad Atene. Nel ’96 non siamo riuscite ad andare ad Atlanta. È andata male anche nel 2008 per Pechino. Dopo ho lasciato la nazionale, con cui ho vinto Europei e partecipato a Mondiali, ma ho continuato a giocare a Macerata, con cui ho vinto cinque Scudetti e cinque Coppe dei Campioni».

marta-gambellaRaggiunto l’apice della carriera agonistica, parallelamente Marta Gambella ha coltivato un altro dei suoi obiettivi: allenare. «Per alcuni anni a Macerata non si è più fatta la squadra per la Serie A1, ma io sono restata nello staff perché seguivo il settore giovanile. Da lì è rinata la prima squadra e con le ragazze che avevamo abbiamo ricominciato dalla Serie B, perché avevamo un vivaio abbastanza numeroso. Siamo salite in A2, dove militiamo adesso. Nel frattempo avevo maturato un’esperienza come allenatrice anche in nazionale con la Juniores, per due stagioni. Avevo il doppio ruolo, sia a Macerata, che in azzurro. Proprio quest’anno mi hanno richiamato in nazionale, con la Seniores, la prima squadra del softball: come coach, secondo allenatore (il primo è Federico Pizzolini, ndr). È stata una grande soddisfazione, inaspettata, non me lo immaginavo. Sono cose che fanno piacere. Iniziamo da subito con dei raduni per la selezione. In estate ci sarà l’Europeo, ma noi abbiamo una rosa abbastanza definita. Nel frattempo devo sistemare l’aspetto lavorativo, sono insegnante e potrei entrare di ruolo, forse non riuscirò ad essere presente a tutti gli appuntamenti, ma all’Europeo, dove già siamo qualificate, ci sarò – conclude Marta Gambella -. Sono felice di tornare in nazionale e di rivestire la maglia azzurra, rivivere esperienze ed emozioni passate. È anche una responsabilità. Ascoltare l’inno e portare la divisa è emozionante. La bellezza è questa. A questo punto spero di ottenere grandi risultati anche da allenatrice, magari come quelli raggiunti da giocatrice».



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