Rapina choc in una casa di campagna,
coppia immobilizzata sul letto
«Li hanno picchiati per cento euro»

TOLENTINO - Tre malviventi in azione in contrada Calcavenaccio, il racconto della figlia dei due anziani: «Hanno avuto appena il tempo di aprire gli occhi per rendersi conto che erano già stati legati. I segni passeranno, il terrore di questo incubo vissuto ad occhi aperti probabilmente no. In questo modo non si vive più»
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Il buco nella recinzione attraverso il quale i ladri sono entrati

 

di Francesca Marsili

«Dopo averli legati al letto mani e piedi, quei malviventi hanno picchiato i miei genitori con così tanta violenza che sembrava fossero lì solo per sfogare la loro rabbia. E più papà e mamma cercavano di difendersi più i rapinatori giù con schiaffi, calci e pugni. Tutto per cento euro trovati nel portafogli di mio padre». A raccontare quei terribili, interminabili minuti di terrore e violenza durante i quali due anziani coniugi di Tolentino, R.M. lui, 81 anni, A.M.C. lei, di 70 , nella sera di domenica, sono stati immobilizzati, picchiati e rapinati nella loro abitazione in contrada Calcavenaccio da tre rapinatori, è la figlia Alessandra. Erano circa le 22,30 quando alcuni rapinatori si sono introdotti nella camera da letto della coppia posta al secondo piano della loro abitazione, isolata, situata nelle campagne a ridosso della cittadina. «Papà e mamma dormivano, hanno avuto appena il tempo di aprire gli occhi per rendersi conto che erano già stati legati al letto con qualsiasi cosa i malviventi avessero a portata di mano, pantaloni, cinte cravatte. Si erano portati del nastro adesivo ma non l’hanno utilizzato – prosegue la figlia arrabbiata per il vile gesto perpetrato ai danni dei suoi due anziani genitori – . Da quel momento su di loro un’escalation di violenza: botte in testa, pugni e calci. Per cercare di difendersi mia madre ha morso alla mano uno di loro, lì ha capito che indossavano i guanti perché nel buio della stanza l’unica cosa che riuscivano a vedere erano le luci blu delle loro torce. A quel punto i rapinatori hanno spinto sul volto di entrambi i guanciali, mia madre stava per soffocare. Bisbigliavano, si percepiva malapena un accento straniero». Ad Alessandra trema la voce mentre ripercorre i minuti vissuti dai suoi genitori, indifesi, rimasti ostaggio della violenza di un manipolo di balordi. Ha scelto di parlare, dopo che i suoi cari per l’ennesima volta, dopo due furti avvenuti nell’arco degli ultimi 18 mesi, sono rimasti vittime di una rapina. I due non ricordano quanto sia durata tutta quella ferocia, forse 5 minuti, forse 10. «Hanno tolto le federe ai cuscini pensavano probabilmente di trovare dei soldi al loro interno – prosegue Alessandra, una delle due figlie della coppia – hanno lasciato tutta la casa a soqquadro senza fare alcun rumore». I rapinatori si sono introdotti nella proprietà praticando un buco di 1.50 per 50 sulla recinzione. Da lì, prima di entrare in casa, hanno aperto la macchina dei coniugi parcheggiata, probabilmente attratti dalla borsa della signora lasciata al suo interno. Rovistando hanno aperto il portafogli dove c’erano pochi spiccioli. Hanno poi preso un mazzo di chiavi credendo – erroneamente – fossero quelle per aprire il portone dell’abitazione. «Non riusciamo a capire come abbiano fatto ad entrare in camera loro, il portone è blindato. I miei non hanno sentito alcun rumore né prima né dopo e in un posto così isolato si avvertono anche i passi-  aggiunge la figlia – . Quando se ne sono andati dalla camera da letto i miei, terrorizzati, hanno aspettato diversi minuti prima di trovare il coraggio di alzarsi e dare l’allarme. La prima è stata mia mamma scesa di sotto mezza legata – prosegue la figlia dei due anziani ex imprenditori agricoli, oggi in pensione – mi ha chiamata e io sono arrivata sul posto praticamente insieme alle forze dell’ordine e agli operatori dell’emergenza che hanno prestato loro le prime cure». Ematomi sui polsi, sulle caviglie e sul volto dei due anziani coniugi, i vistosi segni delle corde e della violenza subita. Ma i traumi che resteranno indelebili sono quelli che resteranno impressi per sempre nel loro ricordo, il più terribile della vita. Entrambi ne avranno per dieci giorni. «I segni passeranno – si sfoga la figlia – il terrore di questo incubo vissuto ad occhi aperti probabilmente non passerà mai. In questo modo non si vive più».



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