Il Battiato di Colapesce e Dimartino
riempie la piazza della Controra
Cuccarini: «Volevano sposassi Columbro»

MACERATA - In attesa delle due serate conclusive di Musicultura si scalda il pubblico con gli eventi del prefestival facendo registrare un tutto esaurito ad ogni appuntamento. In piazza Vittorio Veneto il duo di "Musica leggerissima" racconta il maestro siciliano: «Non ha mai smesso di ricercare». A palazzo Buonaccorsi nel pomeriggio la presentatrice ha parlato del rapporto con sua madre e del suo matrimonio tenuto in segreto
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Colapesce e Dimartino con John Vignola

 

di Marco Ribechi (foto di Fabio Falcioni)

La Controra di Musicultura riempie palazzi e piazze. Grande partecipazione di pubblico ieri sera per gli appuntamenti che precedono le serate finali del festival della canzone popolare e d’autore, che si concluderà nelle due notti dello Sferisterio del 18 e 19 giugno.

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Colapesce e Dimartino

Ad incontrare i maceratesi in piazza Vittorio Veneto Lorenzo Urciullo e Antonio Di Martino, alias Colapesce e Dimartino, il duo musicale che ha conquistato tutta Italia con il brano “Musica leggerissima” tra le hit lanciate nell’ultima edizione del festival di Sanremo. Ad intervistarli come da routine il preparatissimo John Vignola, ormai tra i presentatori fissi di Musicultura. La serata è stata dedicata alla carriera di una colonna della musica italiana, recentemente scomparso: Franco Battiato.

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Il pubblico in piazza Vittorio Veneto

Il duo infatti, proprio all’Ariston nella serata delle cover, aveva presentato il brano del Maestro “Povera Patria” con cui condividono anche le origini siciliane. In particolare Colapesce è stato definito come uno dei possibili eredi di Battiato per una capacità di scrittura ricca di immagini e citazioni. Da queste premesse quindi non poteva che risultarne una serata estremamente interessante capace di penetrare a fondo nella produzione musicale di Franco Battiato, senza tralasciarne il vissuto ed il pensiero, sempre trasmesso attraverso i testi intensi e spesso simbolici che il cantautore ha lasciato nella sua ampissima produzione. Dagli esordi di Fetus alle iniziali difficoltà incontrate a Milano, dove si era trasferito appena diciannovenne senza una lira ma con il grande sogno di coltivare la passione della musica. Attraverso il commento dei dischi della svolta, L’era del cinghiale bianco, Patriots, La voce del padrone, emerge un Battiato sempre alla ricerca delle ragioni dell’esistenza, tradotti poi in musica attraverso il grande contenitore della canzone pop. Una delle grandezze della poetica del cantautore è infatti la capacità di tradurre concetti esoterici e profondi in un linguaggio popolare che, come cita John Vignola: “I ragazzi delle medie cantavano nel bus mentre andavano in gita”.

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L’intervistadi John Vignola

Ma un Battiato anche capace di imporsi sul grande pubblico, dopo una prima ondata di critiche e derisioni di cui fu parte anche un grande della Tv italiana come Pippo Baudo, incapace di vedere la sua terra con gli stessi occhi del musicista. «Ad un certo punto tutti hanno iniziato a chiamarlo Maestro» prosegue Vignola come a dimostrazione che quel cantastorie eccentrico ad un tratto della sua carriera aveva finalmente fatto comprendere le sue ragioni. Colapesce e Dimartino allargano sui riferimenti del bagaglio culturale di Battiato, “Dal libro tibetano dei morti” al poeta Gesualdo Bufalino suo amico e ispiratore, al filosofo Manlio Sgalambro con cui scriverà vari brani, per concludere con Gurdjieff e Jodorowsky, veri e propri maestri e mistici a cui Battiato ha legato la sua produzione musicale e anche filmica.

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Lorella Cuccarini

Nel pomeriggio invece a riempire il cortile di Palazzo Buonaccorsi (e anche la strada di accesso visto che decine di persone non sono riuscite ad entrare all’appuntamento) una splendida Lorella Cuccarini che intervistata da Vincenzo Galluzzo per “Le parole che non ti ho detto” ha raccontato la sua vita familiare soprattutto in relazione a sua madre, persa prematuramente. Una Cuccarini in veste di figlia e mamma, che svela anche alcuni particolari della sua vita artistica: «Mi sono sposata in segreto quando ero all’apice della carriera – spiega la presentatrice e ballerina – tutti erano convinti che mio marito sarebbe stato Marco Columbro e quando spiegai che non era così molti fan restarono delusi». Questa sera tra gli appuntamenti da segnalare Enrico Ruggeri che parlerà del ’68 nel cortile di Palazzo Buonaccorsi e alle 21 il concerto dei vincitori in piazza Vittorio Veneto.

 

 

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