Sentenza Samesi, il Consiglio di Stato:
«No al risarcimento di 12 milioni»

CIVITANOVA - Battaglia vinta per il Comune che si mette al riparo dal rischio di un esborso multimilionario. Il sindaco Ciarapica: «Non è più appellabile». L'assessore Troiani: «Cautamente ottimisti anche per il contenzioso Prica, contiamo a inizio anno di chiudere la faccenda Ceccotti»

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Da sinistra l’avvocato Ortenzi, il vicesindaco Fausto Troiani e il sindaco Fabrizio Ciarapica

 

di Laura Boccanera

Sentenza Samesi, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune. Amministrazione al riparo dal risarcimento multimilionario. E’ arrivata ieri la conclusione di un contenzioso che va avanti da oltre 10 anni e sul quale ieri si è pronunciato il Consiglio di Stato rigettando la richiesta risarcitoria dei privati.

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Il segretario Sergio Morosi e il dirigente Paolo Strappato

La vicenda è quella che trae origine dalla delibera del marzo 2004, quando l’allora Consiglio comunale approvò la variante parziale al piano regolatore relativa alla così detta “zona tecnica distributiva”, l’area sulla quale sorge ora Cuore Adriatico, fiera e palas. A fare ricorso furono la Samesi e la Sapienza. Le imprese impugnarono il fatto che venne richiesta la realizzazione di opere compensative e si rivolsero al Tar che diede loro ragione. A seguire al consiglio di Stato venne chiesto un risarcimento a fronte del danno subito, dovuto al fatto che, secondo le imprese, a causa di quegli oneri non avevano potuto realizzare nulla. «Il Consiglio di Stato rigetta la domanda risarcitoria in toto – spiega l’avvocato Massimo Ortenzi – e oltre tutto condanna al pagamento delle spese legali. Cade in questo modo una spada di Damocle che pendeva sui conti del Comune mettendo a rischio gli esercizi». Soddisfazione per l’esito della sentenza è stato espresso dal sindaco Fabrizio Ciarapica, dall’assessore all’Urbanistica Fausto Troiani e dai vertici, il segretario Morosi e il dirigente Strappato. «Dopo 11 anni con il verdetto del Consiglio di Stato la questione del risarcimento non è più appellabile – dice il sindaco – la sentenza chiude anni di cause e il rischio di un risarcimento di 12 milioni e 700mila euro». «Grazie all’attenzione del segretario e dell’avvocato abbiamo posto fine ad una questione che pendeva sull’amministrazione, lascito delle precedenti amministrazioni (la delibera infatti è relativa all’amministrazione Marinelli e il ricorso del 2008 è avvenuto sotto la giunta Mobili). Siamo cautamente ottimisti anche verso il contenzioso Prica e contiamo all’inizio dell’anno di chiudere anche la faccenda Ceccotti – ha aggiunto Troiani – potremmo finalmente liberare quelle risorse pubbliche per avviare e sbloccare le pratiche urbanistiche più urgenti, riqualificazione del centro e riammagliamento, ovvero la rambla di Civitanova, il progetto che non era di Strever, ma di questa amministrazione e le opere viarie». A causa dell’incertezza dell’esito delle sentenze infatti i revisori dei conti avevano suggerito e imposto di non utilizzare la plusvalenza derivante dalla vendita di Gas Marca e nel bilancio comunale venne istituito un fondo rischi di quasi 2 milioni di euro.


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