Novanta attori “laureati” dal Cot
con una maratona di spettacoli

CORRIDONIA - Lo scorso week end saggi per tutti i corsi con improvvisazione, commedia dell'arte e Shakespeare
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Lo staff del Cot

 

di Fabrizio Cortella

Lo scorso week end è terminata la lunga kermesse degli spettacoli di fine anno scolastico del Cot di Corridonia. Tra venerdì 7 e domenica 16 giugno, si sono avvicendati sul palcoscenico del piccolo, ma affollato “Lanzi” gli allievi dei corsi di laboratorio teatrale: ben quattro per gli adulti e due per i più giovani. In totale quasi 90 “studenti”, di tutte le età, hanno mostrato quanto hanno appreso davanti a platee non solo di amici e parenti, ma anche di appassionati del settore. Sì, perché la qualità offerta dai testi messi in scena è stata sempre di elevato livello, e non solo per i meriti degli attori.

I registi Francesco Facciolli e Riccardo Nocelli, sempre coadiuvati dall’inesauribile Scilla Sticchi, oltre che da ogni singolo membro dello staff del Cot, hanno fatto gli straordinari per offrire agli spettatori pièces interessanti, frutto di accurati lavori di riscrittura e di adattamento, nonché di abili messinscene drammaturgiche. Hanno aperto le danze, venerdì 7 giugno, i veterani del sesto anno (prontamente ribattezzato il “primo fuori corso”) con un travolgente “Match di improvvisazione teatrale” in cui, divisi in due squadre, si sono affrontati in una battaglia di sketch rigorosamente improvvisati al momento. Il “format”, inventato nel mondo anglosassone, è ancora poco praticato sui nostri palcoscenici, ma il pubblico, coinvolto nella scelta dei temi da recitare, ha ampiamente gradito ed ha applaudito convintamente i provatissimi “combattenti”.

Nel week end successivo, si è cominciato venerdì 14 con “I cuochi di Elsinore”, ad opera del gruppo del quarto anno, un adattamento di Nocelli dell’omonimo testo comico di Aldo Nicolaj. Un Amleto in salsa piccante, una sapiente ed esilarante riscrittura del capolavoro scespiriano: la tragedia spiata e rivissuta nelle odorose atmosfere delle cucine di Elsinore. Uno spettacolo allegro, colorato, un po’ fumetto e un po’ acquarello, che trasporta gli spettatori in un mondo inventato, fatto di reminescenze antiche e di colori di fiaba. Il sabato pomeriggio è stata la volta dei più piccoli: i bambini delle elementari e delle medie si sono cimentati in “Amadeus, Piffiru e il flauto magico”, riduzione e adattamento della Sticchi della celeberrima opera buffa di Mozart. Poco meno di una ventina di scatenati ragazzini sul palco che hanno fatto divertire, e soprattutto commuovere, i genitori e i nonni presenti in gran numero.

La sera del 15 è stata la volta del gruppo del terzo anno che ha affrontato nuovamente Shakespeare in “Chi la dura la vince”, liberamente tratto da “La bisbetica domata” ad opera di Facciolli. Una commedia in costume (e che costumi! grazie alla collaborazione con “Contrada Porta Sejana”), dai tempi comici e dai cambi di scena da calibrare al secondo, che ha messo a dura prova la preparazione degli attori, alla fine sudati ed esausti, ma lungamente applauditi dagli spettatori. L’ultima giornata, domenica 16, ha visto al pomeriggio “Carosello in maschera”, un’affabulazione fantastica per attori e maschere ideate dal duo Sticchi-Facciolli, messa in scena dal corso degli adulti del secondo anno. La sera, infine, chiusura trionfale per i ragazzi delle superiori che hanno dato vita ad un superbo “Alice underground”, tratto dai celebri romanzi di Lewis Carroll.

Grazie alla regia onirica di Facciolli e ai visionari costumi della Sticchi, il pubblico è stato rapito dagli attori in erba e catapultato nel magico mondo di Alice. Attori giovani, ma guai a definirli inesperti! Alcuni hanno mostrato di avere la stoffa e grinta da vendere e i più grandi di essi, già al quinto anno di laboratorio, ambiscono apertamente ad entrare nel gruppo degli adulti. Alla fine, grande soddisfazione per tutti: per gli allievi e per i membri del Cot che, come amano sempre ricordare, è “prima di tutto un’esperienza per chi lo frequenta. Un luogo altro dove è possibile togliere la maschera quotidiana, indossare quella teatrale e sentirsi liberi e creativi.” E, poiché “l’obiettivo non è il risultato finale, ma è la voglia di esserci, di esserci con gli altri”, noi che altro possiamo aggiungere? Anche quest’anno: Obiettivo raggiunto.

 



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