Ospedale di Cingoli, 15 giorni di tempo
per i chiarimenti dell’Asur
SANITA' - Il sindaco Filippo Saltamartini ha incontrato il dirigente generale Alessandro Marini e il direttore dell'Area vasta 2, Maurizio Bevilacqua. Il primo cittadino ha esposto le sue preoccupazioni sul futuro della struttura: "Ci sono state chieste due settimane per formulare delle risposte più precise"

L’ospedale di Cingoli
Ospedale di Cingoli, l’Azienda sanitaria unica regionale (Asur) chiede 15 giorni di tempo per rispondere alle domande del sindaco Filippo Saltamartini. Il primo cittadino del Balcone delle Marche, come annunciato due giorni fa, ha incontrato ieri pomeriggio il dirigente generale Asur, Alessandro Marini, e il direttore dell’Area vasta 2, Maurizio Bevilacqua. Tra i temi affrontati «le funzionalità dell’ospedale, la conversione da punto di primo intervento a punto di assistenza territoriale, le disfunzioni del reparto di analisi, i servizi di radiologia e tac, il problema degli orari del punto prelievi», come sottolineato dallo stesso sindaco Saltamartini. Per chiarire il futuro della struttura ospedaliera di Cingoli, i vertici Asur hanno chiesto al primo cittadino 15 giorni di tempo. «Un incontro che è stato molto franco – spiega Saltamartini -, tanto più per il fatto che Marini mi è apparso una persona avveduta e politicamente molto esperta. Lui ha cercato di delimitare i suoi poteri all’interno del decreto ministeriale 70 che ha disciplinato la materia e delle decisioni regionali che hanno stabilito di uniformare all’interno delle Aree vaste singoli centri degli analisi. Quindi molti centri analisi dell’Area vasta 2 verranno chiusi per uniformarli a quello di Osimo».
Secondo Saltamartini, il dirigente Marini «ha preso buona nota di ciò che noi riteniamo debba essere corretto, delle disfunzioni nel sistema ospedaliero, in particolare di questo territorio montano. Ci ha chiesto 15 giorni di tempo per formulare delle risposte più precise e penso sia giusto concedere questo periodo tempo». Il primo cittadino però non abbassa il tiro sulla necessità, in caso di mancato ascolto da parte dell’Asur, di scendere in piazza e protestare in difesa dell’ospedale. «E’ necessario – conclude Saltamartini – cercare di capire che i nostri cittadini devono mantenersi mobilitati su questo tema. Se le nostre richieste non verranno ascoltate, dovremo riscendere in piazza. Lotta dura senza paura. Non c’è nessun diritto perso se non quello che i cittadini rinunciano a combattere. Un tempo breve che potrebbe essere capace per far riflettere la dirigenza regionale sui gravissimi errori che sta facendo sull’ospedale di Cingoli, che da ospedale rischia di essere trasformato in qualcosa di diverso. E noi questo non lo possiamo permettere».
(Leo. Gi.)