Giornata della memoria,
“L’ignoranza e l’indifferenza
generano i razzismi di oggi”
CIVITANOVA - Consiglio comunale aperto per celebrare il ricordo dell'Olocausto. A Macerata consegnata la Medaglia d'onore a Giuseppe Sopranzi, deportato civitanovese morto nel 2015
«Le nuove forme di razzismo nascono dall’ignoranza e dall’indifferenza, onorare il giorno della memoria significa prestare attenzione anche ai drammi della nostra comunità e a quelli di Paesi diversi dal nostro». Questo il messaggio che arriva dalla celebrazione del giorno della memoria che a Civitanova ha affrontato il tema del negazionismo, letto alla luce della crescente ignoranza storica del presente. Un tema su cui riflettere e che è stato oggetto del consiglio comunale aperto che si è svolto nell’auditorium del liceo Da Vinci di Civitanova. Cancellare, nel presente, la memoria storica equivale ad aprire quella strada dell’indifferenza che portò agli stermini di massa, al genocidio e all’olocausto. Il monito a non dimenticare è stato ribadito oggi dal presidente del Consiglio comunale Daniele Maria Angelini che ha aperto la seduta, portando i saluti del sindaco Tommaso Claudio Corvatta impegnato a Macerata a presenziare alla cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai cittadini italiani militari e civili e ai familiari dei deceduti che sono stati deportati o internati nei lager nazisti. Ad essere insignito della medaglia d’onore Giuseppe Sopranzi, venuto a mancare nel mese di gennaio 2015. Sopranzi, nato a Civitanova nel settembre del 1922, fu catturato dai tedeschi il 9 settembre del 1943, nei Balcani, e deportato in Germania. Fu liberato l’8 maggio del 1945 e rimpatriato il 9 settembre del 1945.

Le riflessioni dei ragazzi si sono incentrate quest’anno sul negazionismo, rispondendo al quesito ministeriale che chiedeva di indagare su questo movimento e contrastarlo. Nutrita la presenza di autorità civili e militari. Oltre al presidente Angelini, presenti anche il vice Claudio Morresi e molti consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, gli assessori, il dirigente Giacomo Saracco, esponenti dell’Anpi, e le massime autorità delle forze dell’ordine tra cui il comandante dei carabinieri, il Maggiore Enzo Marinelli e il Comandante della municipale Sirio Vignoni. Il presidente del consiglio ha sottolineato come l’aridità ottusa del negazionismo, l’ignoranza sottesa alle nuove forme di razzismo possono fiorire unicamente sotto la coltre dell’indifferenza, in quello stesso silenzio che ammantava di spettrale calma i campi di concentramento e il fumo delle loro ciminiere. «Onorare il giorno della memoria – ha detto Angelini – significa non accettare più quel silenzio, non solo coltivando il ricordo o facendo sì che le nuove generazioni conoscano la storia per trarne insegnamenti profondi per la vita, ma anche abituandoci a posare uno sguardo più attento e sensibile sulla realtà che ci circonda, sia essa la solitudine, il disagio, l’indigenza di conoscenti o estranei a noi vicini, sia invece il dramma di comunità e Paesi che non sono nostri. Perché è soprattutto questo che dobbiamo imparare dal passato: al di là di ogni specifica differenza, culturale, religiosa, di provenienza geografica, valori quali la pace, la tolleranza e la convivenza civile sono, e non può essere altrimenti, universali.
Le celebrazioni devono stimolare voi giovani a partecipare democraticamente alla vita delle istituzioni: votare alle elezioni, interessarsi all’attualità del mondo che vi circonda devono essere visti come un dovere civico. Pensiamo a quanto sangue è stato sparso in Europa perché si arrivasse all’Unione Europea, allo spirito di convivenza e di condivisione dei valori civili di tolleranza, solidarietà, libertà, inclusione che la caratterizza. Andare a scuola non significa solo accumulare nozioni e cercare una realizzazione nel mondo del lavoro. Significa per voi ragazzi formare la vostra personalità, diventare adulti, cittadini italiani ed europei capaci di testimoniare ogni giorno i valori civili e i principi di solidarietà e tolleranza. Le istituzioni democratiche esistono ed esisteranno solo perché ci sarete voi a farle vivere con la vostra partecipazione, con il vostro impegno. L’Italia, oggi più che mai, ha bisogno di un’etica pubblica, condivisa, di indignazione rispetto alla violenza, di educazione alla legalità». Dopo la parte istituzionale è stato dato spazio agli interventi dei docenti e degli alunni: il dirigente scolastico Pierluigi Ansovini, gli alunni della scuola secondaria “Ungaretti”, Paolo Giovannini, docente dell’Università di Camerino e gli studenti dei licei. Il video “Il führer dona una città agli ebrei” realizzato dai ragazzi del liceo è scaricabile dal link www.iisdavinci.gov.it
(foto Ciro Lazzarini)

