Accoltellarono connazionale,
non fu tentato omicidio
Condannati per lesioni
PORTO RECANATI - Tre pakistani erano sotto accusa per un episodio avvenuto all'Hotel House. Nel corso del processo il quadro d'accusa è stato ridimensionato
Accusati di aver tentato di uccidere un loro connazionale, tre pakistani sono stati condannati per lesioni al tribunale di Macerata e assolti dall’accusa di tentato omicidio. I fatti risalgono al 27 ottobre del 2015.
Erano finiti sotto accusa al tribunale di Macerata per tentato omicidio di un connazionale all’Hotel House di Porto Recanati. Secondo l’accusa i pakistani Shoukat Ali, 31, Hussain Razwan, 30, e Shazad Anwar, nell’ottobre del 2015 avrebbero picchiato con calci e schiaffi un loro connazionale. Nell’aggressione avrebbero usato anche bottiglie di vetro rotte e dopo averlo bloccato, uno di loro, Hussain Razwan, lo avrebbe ferito con un coltello all’addome. Il ferito (che aveva riportato una prognosi di 30 giorni) aveva detto che il movente dell’azione era il fatto che i connazionali volevano obbligarlo a spacciare ma lui si rifiutava. Al processo però uno dei difensori degli imputati, l’avvocato Domenico Biasco (che assiste Razwan), ha prodotto una precedente sentenza di patteggiamento per spaccio di droga della vittima. Fatto questo che faceva venire meno il movente del giovane ferito.
Non solo, i difensori nel corso del processo hanno inoltre ottenuto che il Tribunale disponesse una perizia dal quale è emerso che il giovane non è stato mai in pericolo di vita per le ferite riportate. Oggi è arrivata la sentenza. L’accusa ha chiesto la condanna per tutti gli imputati a pene da 12 a 13 anni per tentato omicidio. I giudici li hanno invece assolti da quell’accusa e condannati per lesioni: 3 anni e 3 mesi per Ali (difeso dagli avvocati Simone Matraxia e Giuseppe Lufrano) e Razwan e 3 anni per Anwar (assistito dall’avvocato Giancarlo Giulianelli).
(Gian. Gin.)

