Il cenone del cuore
SAN SEVERINO - A tre famiglie settempedane rimaste senza casa dopo il terremoto è stata regalata la cena dell'ultimo dell'anno. Una cosa simile era avvenuta anche a Natale quando è stato offerto il pranzo ad una anziana di 96 anni, al figlio e alla nuora
Un brindisi tutti insieme la sera di Capodanno per alcune famiglie di San Severino rimaste senza casa, grazie al cenone offerto da Donato Attomanelli, di Fasano, che, rimasto colpito dalle loro storie, ha cercato di rendere più lieto il loro passaggio al nuovo anno. Tre famiglie che avevano le loro abitazioni in via Sanzio, via Rossini, via Settempeda, hanno passato una serata piena di serenità al ristorante Codoni, dove hanno brindato all’inizio del 2017. Con una bella foto ricordo le famiglie hanno voluto ringraziare il signor Attomanelli, il cui motto è “Fare del bene, fallo diventare una moda”.
Il giorno di Natale un gesto analogo era stato fatto da una famiglia settempedana, per una donna di 96 anni, Maria Strappa, rimasta senza casa. A lei, al figlio e alla nuora, è stato regalato, il giorno di Natale, un pranzo dalla famiglia Ulissi. A fare da tramite, per il desiderio di Ivana Traballoni e della figlia Elisabetta Ulissi, che gestiscono la locanda Salimbeni, sono state alcune mamme settempedane del comitato “Pro scuole sicure”, molto attive nella solidarietà post terremoto, sia verso gli sfollati di San Severino che di altri piccoli centri colpiti dal terremoto. “Il desiderio era quello di regalare qualche ora di serenità a chi non aveva più una casa, ci siamo messe in contatto con la famiglia di questa deliziosa nonnina e abbiamo combinato tutto – raccontano le mamme settempedane – il giorno di Natale Maria, insieme al figlio ed alla nuora si sono recati a pranzo, hanno potuto festeggiare insieme agli altri, trascorrendo una giornata lieta e spensierata. A testimoniarlo il grande sorriso e lo spirito positivo della nonnina, che si è divertita molto, come ci hanno raccontato”. Fino al 26 ottobre Maria Strappa viveva con il figlio Marco Benigni e la nuora Sabina Paparelli nella loro abitazione nel rione Uvaiolo, in via Monti Sibillini, il terremoto ha spazzato via in pochi attimi i ricordi di lunghi anni di vita nel rione, tra i più colpiti dai danni del terremoto, dove oggi sono iniziate le prime demolizioni.
