Il sindaco di Ussita alla Camera:
“Basta con pietre e cemento,
ricostruiamo con materiali antisismici”

SISMA - Marco Rinaldi ha parlato in rappresentanza dei primi cittadini del territorio. "Non possiamo permetterci di ricostruire dopo ogni terremoto". Tra le richieste l'aiuto immediato ai commercianti
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Marco Rinaldi questa mattina a Montecitorio

Marco Rinaldi questa mattina a Montecitorio

 

«Non vogliamo più strutture portanti con muri in pietra e in cemento né possiamo pensare di riparare una casa dopo ogni terremoto, anche nel rispetto di chi paga le tasse». Così il sindaco di Ussita, l’ingegnere Marco Rinaldi, ha lanciato il suo appello a Montecitorio dove questa mattina ha parlato in rappresentanza di tutti i sindaci maceratesi dei comuni colpiti dal sisma. Con lui anche diversi primi cittadini tra cui Mauro Falcucci (Castelsantangelo sul Nera), Giuseppe Pezzanesi (Tolentino), Ornella Formica (Colmurano), Alessandro Gentilucci (Pieve Torina), Claudio Castelletti (Fiastra). «Il ritorno alla normalità – ha detto Rinaldi – passerà attraverso la ricostruzione che dovrà rispettare i borghi e le loro tradizioni ma dovrà assolutamente cambiare nella sostanza. Materiali moderni, antisismici e leggeri in grado di garantire l’incolumità delle persone e generare una diffusa sensazione di sicurezza. In questo l’industria italiana deve avere il coraggio di cambiare. Mi accusano di essere un sognatore. Ma se ci togliete la libertà di sognare non so cosa ci resta. Questa speranza è l’unica cosa che ci manda avanti in un territorio martoriato che va rigenerato e dove i valligiani vogliono tornare a vivere e sorridere».

Crolli a Ussita

Crolli a Ussita

L’intervento di Rinaldi si è concentrato anche sull’aspetto economico del decreto ministeriale del 17 ottobre. «Bisogna correggere alcuni aspetti del decreto: dal sollievo dai mutui Cdp e Mef per i Comuni terremotati, il ristoro del mancato gettito Imu-Tasi e la restituzione delle rate già pagate del fondo di solidarietà comunale. Il fondo dovrebbe essere abolito per almeno 10 anni nei Comuni colpiti dal sisma». Altro problema gli impianti di proprietà comunale, come quelli sportivi: «Serve un aiuto per sopperire al mancato incasso e un canale speciale per favorire la messa in sicurezza e l’adeguamento degli stessi impianti, dove lavorano molti giovani valligiani». Per il futuro, dice Rinaldi, serve «una pianificazione di alto spessore, fatta su ambiti omogenei, che metta al centro la vocazione turistica dei nostri territori. Serve poi uno strumento capace di favorire un sistema economico integrato in grado di azzerare tutti gli errori del passato. Solo così si evita la desertificazione». Secondo Rinaldi è necessario aiutare sin da subito le attività commerciali, messe in ginocchio sin dalle scosse del 24 agosto. 

 



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