La premonizione di Nicola

MACERATA - A ‘La Bottega del Libro’ Giuseppe Bommarito ha presentato il suo romanzo ‘Sia fatta la tua volontà’ rivelando del figlio Nicola, morto per droga, una delle ultime frasi prima della tragedia: «Io per voi ci sarò sempre, nel corpo e nello spirito»

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L’avvocato e scrittore Giuseppe Bommarito

 

di Maurizio Verdenelli

C’è un momento di fulminante premonizione per una morte  ‘insospettabile’ eppure vicinissima in cui inconsapevolmente si decide di congedarsi dai propri cari. Un addio ultimo, definitivo del quale si avverte solo ‘dopo’ tutta la devastazione interiore. Il bacio di Manuele alla madre (un rito dimenticato da anni) è stato, ad esempio, l’ultimo caso in ordine di tempo registrato dalla cronaca riguardo alla morte di un giovane che ha commosso Urbisaglia nei giorni di Pasqua (leggi l’articolo). E prima di questo, altri episodi  analoghi a dimostrare la non casualità di una casistica oltremodo  dolorosa. E l’altra sera, a ‘La Bottega del Libro’ dove s’è presentato il suo romanzo ‘Sia fatta la tua volontà’ (Pequod editore) Giuseppe Bommarito  ha rivelato, del figlio Nicola, una delle ultime frasi prima della tragedia: «Io per voi ci sarò sempre, nel corpo e nello spirito». Quella frase di cui in quel momento, in famiglia non si comprese appieno il significato è poi diventata il refrain di una poesia con cui il padre ha voluto ‘aprire’ il proprio libro, non a caso dedicato a ‘Nick’.  E’ stata, invero, una presentazione molto meno affollata di quella di Macerata Racconta a maggio agli Antichi Forni.

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Il pubblico alla Bottega del libro, tra i presenti anche il rettore Luigi Lacché e il pro rettore Rosa Marisa Borraccini

Tuttavia ‘l’intimità’ favorita dal luogo interno alla ‘Bottega’, diverso rispetto a quello en plein air prima previsto lungo corso della Repubblica  (un cambio dovuto alla rumorosità del rock delle prove dell’incipiente Musicultura) ha prodotto momenti emozionanti ed inediti.  Ha raccontato l’avvocato Bommarito: «Dopo alcuni anni dalla morte di Nicola, nel mio studio ci ritrovammo in quattro. Io, colei che era stata la fidanzata di mio figlio, l’amico che con qualche buon motivo riteneva, allora appena ventiquattrenne, d’aver contribuito seppure inconsapevolmente a quella fine e la sua ragazza. Fu un rito di liberazione, intensa commozione e perdono». Personalmente, dalla morte del figlio, ritengo che sia nato un Giuseppe  “nuovo”, un hombre vertical (non che lo fosse prima, certo, ma quello attuale ha un’irradiazione quasi messianica) che combatte ogni giorno, con un fervore incessante, su una linea del fuoco che l’ha fatto apprezzare anche ai lettori di questo giornale.

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Bommarito con Maurizio Verdenelli

«Dopo l’esperienza al  Messaggero sui temi dell’Ambiente – ha infatti raccontato Giuseppe – ho collaborato con Il Resto del Carlino sui temi della droga. Inchieste molto approfondite, mappature del pianeta-droga. Un breve periodo, appena sei mesi, molto intensi, destabilizzanti ed insieme rivelatori per l’opinione pubblica cittadina di cui il giornale bolognese è ‘pars’. Poi a Cronachemaceratesi dove il mio lavoro d’indagine è diventato a tutto campo, senza limitazioni sul mondo del malaffare e delle centrali della criminalità organizzata le cui ombre cominciano a proiettarsi anche sulla nostra ex isola felice. Tante, in conclusione, le domande sul libro che parla dell’inarrestabile ‘discesa agli inferi’ di un uomo di successo. Un crollo inarrestabile nonostante un corteo di ‘soccorritori’, al modo dei sepolcri imbiancati.

Quasi una filiera di professionisti dell’anti-droga, i personaggi di ‘Sia fatta la tua volontà’ dove tutto è messo in discussione eccetto che la morte e il  fallimento di ogni tentativo per contrastare la spietatezza e l’infamità che si porta addosso con il marchio della devianza. E c’è stato spazio anche per la critica da parte di Bommarito: «Da due anni il comitato ‘Uniti contro la droga’ costituito da specialisti ed associazioni, non viene più riunito in prefettura. Eppure si continua a spacciare senza soste, anche qui a Macerata, come dappertutto, a cominciare dalle aree prospicienti le scuole cittadine. Su questo prometto battaglia». Un bell’incontro, introdotto da chi scrive e da Chiara Tomassetti che ha ricordato i 50 anni dell’ex libreria Zanconi ora ‘Bottega’: presenti tra gli altri il rettore Luigi Lacchè, la pro rettore Marisa Borraccini, lo psicanalista Adelio Bravi e l’architetto Silvano Iommi.

 

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