Il ministro Orlando a Macerata
si confronta con Leopardi

LA VISITA - Il Guardasigilli ha partecipato al convegno sul poeta recanatese, definendolo "un nostro contemporaneo", per poi essere presente al taglio del nastro del cortile della Costituzione a palazzo Ugolini dopo una scortatissima passeggiata fino in corso Cavour

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Al centro il ministro Orlando tra il rettore Luigi Lacchè (a destra) e Francesco Adornato, direttore del Dipartimento di Scienze politiche

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Il ministro Orlando al suo arrivo a Macerata

di Federica Nardi

(foto di Lucrezia Benfatto e Andrea Petinari)

Il ministro e Leopardi. Visita lampo a Macerata del ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenuto al convegno dedicato al poeta recanatese e protagonista anche del taglio del nastro del cortile della Costituzione, a palazzo Ugolini. «Leopardi è un nostro contemporaneo» ha detto Orlando, scortatissimo al suo arrivo, alle 17,40, in aula magna in piazza della Libertà, a Macerata. «Misurarsi con Leopardi vuol dire riflettere sulla nostra identità culturale – ha continuato il guardasigilli durante il convegno “Ius Leopardi” –, sull’Italia e sugli italiani. Da sempre gli uomini di cultura sono stati interpellati per le questioni politiche, mentre oggi assistiamo al divorzio drammatico tra politica e cultura. La cultura si ritiene spettatrice, non più protagonista. Così la politica diventa più povera e la cultura si deresponsabilizza».

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Il ministro diretto verso corso Cavour

E ha proseguito, non risparmiando commenti decisi sulla situazione attuale: «Il più grande conflitto oggi non è tra politica e giurisdizione, ma tra economia e democrazia, con l’economia che finisce per dettare le regole e mettere in crisi i principi della democrazia. I nostri sono tempi in cui troppo facilmente si disprezzano le virtù della mediazione politica. Il rischio di oggi è che diritti che riteniamo universali vengano sopraffatti dalla dimensione economica. La sfida per la nostra e le future generazioni sarà di costruire soluzioni a questo problema». Il ministro ha poi deciso di inaugurare il cortile di palazzo Ugolini (da stasera intitolato alla Costituzione) nella sede del dipartimento di Studi umanistici. Una piccola maratona – dati i tempi strettissimi – da piazza della Libertà a corso Cavour, con Orlando accompagnato dalla scorta e dalle altre personalità intervenute al convegno.

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Il taglio del nastro

Il taglio del nastro, poi una breve visita. «Abbiamo deciso di allestirlo con i primi 12 articoli della Costituzione – ha spiegato al ministro il direttore del dipartimento, Filippo Mignini –, per ricordare qualcosa che negli ultimi anni ha occupato menti e cuori dei cittadini, che non ci è stata regalata, ma è stata conquistata, come senso di educazione alla storia, alla socialità, alla politica, al vivere sociale». Terminata l’inaugurazione del cortile il ministro, intorno alle 19, ha lasciato Macerata.

Grandissima la partecipazione al convegno Ius Leopardi, che ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica e il patrocinio di Senato e del ministero della Giustizia.

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La visita al cortile della Costituzione

Presenti alcuni dei massimi esperti sul tema, provenienti dalle università di Macerata, Roma Sapienza e Roma Tor Vergata: Laura Melosi, Francesco Adornato, Franco D’Intino (traduttore della versione inglese dello Zibaldone), Vittorio Capuzza, Marco D’Alberti e Rino Caputo. «Pur non in modo sistematico – ha spiegato il rettore Luigi Lacchè, docente di Storia del diritto nel suo saluto iniziale – Leopardi si è occupato di diritto, ondeggiando tra due tesi che si fronteggiavano all’epoca: se il diritto nasca dal legislatore, che lo trasferisce alla società, o se provenga dalla società con il legislatore che prende atto dei cambiamenti avvenuti».

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Il prefetto Roberta Preziotti consegna al rettore Luigi Lacchè la medaglia del presidente della Repubblica

Tra i profili più interessanti del pensiero leopardiano quello sul diritto degli stranieri, come ha ricordato il prefetto di Macerata Roberta Preziotti: «Leopardi scriveva che l’esclusione dello straniero è per le legislazioni delle mezze civiltà. La storia ci sopravanza. Dobbiamo avere la propensione al cambiamento, all’innovazione e all’integrazione». Parole che arrivano in un momento in cui in provincia sono molti i richiedenti asilo presenti e ne sono attesi altri 350. Fabio Corvatta, presidente del Centro Studi Leopardiani, ha colto poi l’occasione per annunciare: «Proporrò l’argomento di questo incontro per il prossimo appuntamento quadriennale, che cadrà nell’anniversario degli 80 anni del Centro studi leopardiani». «Il pensiero di Leopardi è ancora attuale su grandi temi come il diritto alla sicurezza e il diritto dei migranti» ha detto il sindaco di Macerata Romano Carancini.

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Il sindaco Romano Carancini, con il direttor generale Mauro Giustozzi e il vice presidente della Provincia Paola Mariani. Dietro di loro il deputato Irene Manzi

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Irene Manzi e a destra il colonnello Stefano Di Iulio, comandante provinciale dei carabinieri

 

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Laura Melosi docente di Unimc

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Filippo Mignigni, direttore del Dipartimento di Studi umanistici

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Un momento del convegno

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Vittorio Capuzza dell’università di Roma Tor Vergata

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L’avvocato Bruno Mandrelli, presente al convegno

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Il vicesindaco Stefania Monteverde

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Da destra: il ministro Orlando, il prefetto Preziotti, il rettore Lacchè e il presidente del Tribunale Alessandro Iacoboni

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