di Alessandro Trevisani
È stato in spiaggia fino a poche ore prima di spegnersi Annito Cittadini. Il titolare dello stabilimento Annito se ne è andato per un infarto a 93 anni, ieri pomeriggio intorno alle 17,30. Ma anche ieri mattina chi è passato dall’ingresso del suo balneare, sul lungomare Lepanto, lo ha trovato lì, a salutare, con gentilezza e con qualche affettuosa battuta. “Avvocato, mi raccomando stia all’ombra!”, è la raccomandazione che torna in mente a Francesco Saverio Schiavoni, che dalla sua Cupramontana viene al mare qua, nella spiaggia più grande della città, all’incirca da 35 anni. Difficile non distinguere Annito, tra le tante concessioni del centro storico. Coi suoi casotti dipinti alla vecchia maniera, a strisce verticali bianche e azzurre, gli ombrelloni ben distanti l’uno dall’altro, disposti in file rigorose dalla strada alla battigia, l’assenza di bar e chalet, nonostante le ripetute offerte ricevute da commercianti e ristoratori. “Lui lo voleva in questo modo il balneare, e resterà sempre così”, dice il figlio Mario, gli occhi chiarissimi gonfi di commozione e d’orgoglio.
Annito Cittadini aveva iniziato a lavorare come venditore di pesce all’ingrosso negli anni 40-50. “Ogni settimana portava il pesce a Roma con la corriera – ricorda Maria Magnalbò, che frequenta Annito da oltre 50 anni, fissa in prima fila – poi ha preso la gestione del balneare dai genitori. Annito era una figura familiare, un uomo pieno di attenzioni. Ogni volta che una delle mie figlie è rimasta incinta lui ci portava del pesce ‘pe le ‘oje’, cioè per venire incontro alle ‘voglie’ tipiche della gravidanza. La sua la chiamano ‘la spiaggia dei prefetti’, perché ci sono sempre venuti tanti funzionari, questori, giudici, avvocati, dirigenti della prefettura”. E fino a due anni fa è venuto anche Mario Monti, coi figli Giovanni e Federica (leggi l’articolo).
L’aura esclusiva, ma insieme rustica e spartana, del balneare Annito è confermata da Lino Palanca: “La clientela di Annito – dice il direttore de Lo specchio Magazine – da sempre è composta di notabili che prendono la casa in affitto in questo tratto di lungomare. Dopo la seconda guerra mondiale Annito è stato il balneare privilegiato per la clientela della burocrazia provinciale e della politica romana”. “La particolarità di Annito – ribatte Eleonora Magnalbò, al mare con la mamma e la figlia piccola – è proprio la mancanza dello chalet e del bar. Questo è un luogo tranquillo, che dà serenità. E Annito era sempre presente in spiaggia”.
Cittadini si è sentito male ieri intorno alle 16. Ha cominciato a chiamare aiuto, e il pallore in viso ha fatto pensare subito a un infarto, che in effetti non gli ha lasciato scampo, mentre l’ambulanza lo portava all’ospedale di Civitanova. Annito lascia la moglie Anita e i tre figli Mario, Andrea e Sandro. I funerali domattina alle 10,30 alla parrocchia del Preziosissimo Sangue (Salesiani) di via Emilio Gardini.
(Servizio completo aggiornato alle 17,50)
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Çondoglianze vivissimi al mio bagnino di quando ero bimba. Lo ricordo con tanta simpatica.
Il mitico Annito! I Bagni più vintage di Porto Recanati
Un pezzo di storia del nostro ” porto “
Mitico
era amico del mio babbo,un mito!!!!!!!!!!!!
Dopo Marinello e Panetti anche Annito….