Muore in mare a 13 anni
mentre fa il bagno con gli amici

CIVITANOVA - Tragedia sul lungomare nord, la vittima è un giovane calciatore della Vis Civitanova, Ibrahima Cisse. Non sapeva nuotare. Il corpo è stato avvistato da un soccorritore che guardava il fondale con una maschera. Il papà giunto in spiaggia si è sentito male

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I soccorsi tentano di rianimare il 13enne in spiaggia

I soccorsi tentano di rianimare il 13enne in spiaggia

 

Il recupero del 13enne in acqua

Il recupero del 13enne in acqua

 

di Laura Boccanera

Si è tuffato in acqua per fare il bagno con gli amici, poi è scomparso. Ritrovato dopo un’ora ormai privo di vita. Inutili i tentativi di rianimarlo. E’ morto così Ibrahima Cisse, 13 anni, di origine senegalese. Era un giovane calciatore della Vis Civitanova. Attorno alle 18 la tragedia, sul lungomare nord di Civitanova, all’altezza dello chalet Aloha. Una disgrazia a cui hanno assistito molte persone che hanno seguito con apprensione i soccorsi in mare della Guardia Costiera e di tanti bagnanti e dipendenti dello stabilimento balneare.

la disperazione di amici e parenti

La disperazione di amici e parenti

Voleva fare il calciatore, il piccolo Ibrahima. Magrissimo, un giunco, ma con tanta voglia di giocare, dentro e fuori dal campo. La Vis Civitanova lo aveva accolto e con i suoi compagni di squadra aveva deciso di divertirsi in spiaggia, dopo l’allenamento. E così una comitiva di 15 ragazzini attorno alle 18 ha raggiunto la spiaggia davanti ad Aloha e in 6 hanno deciso di fare il bagno. Ibrahima però non sapeva nuotare, era la prima volta che da quando era in Italia faceva il bagno. È annegato in un tratto di mare che in quel punto è alto mezzo metro.

disperso_civitanova (1)Non è chiaro come sia potuto accadere. I suoi amici lo hanno visto scomparire all’improvviso. Alcuni raccontano di scherzi in acqua e sebbene il gruppetto non si fosse allontanato di molto, rimanendo entro gli scogli, il 13enne è stato inghiottito dal mare. L’acqua era calma oggi pomeriggio. I suoi amici raccontano di averlo visto un po’ indietro, mentre tornava verso la riva e poi è sparito. Tra compagni durante il bagno hanno raggiunto la scogliera. Gli altri tre, compreso il 13enne, si sono limitati a rimanere vicino alla riva. Di loro poi in due hanno raggiunto la scogliera. Ma non Ibrahima che avrebbe detto agli amici che usciva dall’acqua. I compagni tornando a riva hanno pensato fosse andato a casa, la sua abitazione è davanti allo chalet Ippocampo. Il suo borsone era però ancora in spiaggia. Un amico è andato così a cercarlo dove vive ma lui non c’era. È allora che è stato dato l’allarme. La Capitaneria di porto ha iniziato subito a cercarlo nello specchio d’acqua tra Aloha e Re Sole, assieme anche ad un paio di ragazzi usciti con il moscone. Solo verso le 19 un soccorritore, Nico Sembroni, che stava scrutando il fondale con una maschera ha ritrovato il corpo. È stato preso da alcuni giovani tra cui Mattia Mandozzi, Marco Santini e Edoardo Mazzoni e caricato sul moscone e portato a riva. I soccorsi sanitari giunti verso le 19,15 sul posto hanno cercato per 45 minuti di rianimarlo. Il padre, accorso in spiaggia, si è sentito male ed è stato portato al pronto soccorso da un’ambulanza. Sul posto sono accorsi Capitaneria di porto, vigili del fuoco, Croce verde e carabinieri. Straziati i parenti rimasti sul lungomare (la mamma è in Senegal). Ibrahima frequentava la terza media alla scuola Pirandello. Era in Italia da 8 mesi e viveva di fronte allo chalet Ippocampo.

Le ricerche in mare

Le ricerche in mare

 

 

 

 



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