Omicidio di Maria Pia Bigoni:
condannato a 18 anni e 8 mesi l’ex marito

CIVITANOVA - La sentenza, per Graziano Palestini, 77enne, è arrivata questa mattina nel corso del processo che si è svolto con rito abbreviato. La rabbia della sorella: "Uccisa un'altra volta, continueremo a combattere"
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
Graziano Palestrini (2)

Graziano Palestini all’arrivo in tribunale

 

di Gianluca Ginella

(foto di Lucrezia Benfatto)

Si è chiuso con la condanna a 18 anni e 8 mesi e la rabbia dei parenti di Maria Pia Bigoni il processo per il delitto della donna che vedeva imputato Graziano Palestini, ex consorte della vittima. La sorella di Maria Pia, Patrizia, dopo la sentenza: “Oggi l’hanno uccisa un’altra volta”.

Quindici anni e otto mesi per il delitto di Maria Pia Bigoni e altri tre anni per i reati di stalking e lesioni verso la donna. Questa la sentenza decisa alle 13,45 di oggi per il 77enne Graziano Palestini, dal giudice Domenico Potetti, del tribunale di Macerata, al termine del processo che si è svolto oggi con rito abbreviato. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Cristina Polenzani, Palestini uccise la ex moglie, il 17 settembre del 2013, con premeditazione e per futili motivi (il movente sarebbero le richieste di denaro dell’uomo verso la sua ex dalla quale pretendeva circa 200mila euro). Un delitto consumato nelle prime ore del mattino, quando l’uomo ha atteso che la sua ex moglie uscisse per andare al mercato ad acquistare il pesce. L’uomo, prosegue l’accusa, aveva aggredito la donna mentre saliva in bici e l’aveva ferita con 24 coltellate, uccidendola.

L'avvocato Luca Pascucci difende l'imputato

L’avvocato Luca Pascucci difende l’imputato

Questa l’accusa rivolta a Palestini, che è difeso dagli avvocati Luca Pascucci e Luca Forte. Il giudice nella sentenza ha riconosciuto le attenuanti per l’imputato e invece non ha riconosciuto le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione. Una sentenza che è stata presa male dai parenti di Maria Pia. Una nuora, al termine dell’udienza, ha iniziato a urlare contro l’imputato per poi scoppiare a piangere. “Oggi l’hanno uccisa un’altra volta” ha detto la sorella di Maria Pia, Patrizia. Poi, prima di lasciare il palazzo di giustizia ha detto: “combatteremo ancora”. Al processo era parte civile con l’avvocato Laura Panciroli. Parte civile erano anche due figli della coppia, Giuseppe e Laura Palestini (assistiti dagli avvocati Pietro Siciliano e Domenico Formica) e la terza figlia, Katia, assistita dall’avvocato Monica Attili.

 

L'avvocato Pietro Siciliano

L’avvocato Pietro Siciliano

L’avvocato Siciliano, nel corso dell’udienza ha prodotto un documento al giudice scritto da Katia Palestini 5 mesi prima del delitto e in cui la donna avrebbe accusato la madre e difeso il padre. Il giudice su questo documento ha rimesso gli atti al pm per valutarne la rilevanza. Per quel che riguarda il risarcimento il giudice ha rinviato al tribunale civile. La procura di Macerata intanto è pronta a fare ricorso in Cassazione, una volta lette le motivazioni della sentenza (il pm Polenzani aveva chiesto la condanna all’ergastolo per l’imputato), in particolare su due punti: il mancato riconoscimento della premeditazione e la concessione delle circostanze attenuanti. Il giudice Potetti si è preso 30 giorni per la motivazione della sentenza.

(Servizio aggiornato alle 16)

Graziano Palestrini (3)

 

 

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X