Torrone di Camerino

La ricetta della settimana
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torrone-di-camerinodi Petra Carsetti

Il maestro Paolo Attili del Torrone Francucci di Camerino  mi ha gentilmente concesso questa ricetta. Mi viene spiegato che la proporzione di zucchero e miele è di 50%-50%, mentre le mandorle sono circa il 60% della quantità del miele. Gli aromi naturali variano secondo i gusti e Paolo Attili mi ha svelato che ci mette la noce di cocco. Un tempo nella ricetta originale il torrone di Camerino non prevedeva l’albume d’uovo come si usa oggi anche per quello di Cremona, dando quindi quella classica colorazione Cognac. Questo torrone è così famoso in Italia perché è rimasto genuino, viene ancora “formato” a mano con le tavole di legno. A seconda poi di quello che c’era in casa, nel torrone venivano inserite anche le nocciole, le noci o quant’altro: qualcuno le faceva tostare, altri le aggiungevano a crudo, altri invece le univano con annessa pellicina! Il maestro Paolo Attili proprietario dell’azienda Torrone Camerinese Casa Francucci (località Rio, Camerino. Tel. 0733 636775) ci ricorda che a gennaio si tiene ogni anno la manifestazione del Torrone di Camerino nella quale viene superato il Guinness del torrone più lungo del mondo: nel 2010 oltre mezzo chilometro di questa specialità è stata esposta lungo le strade della piccola cittadina marchigiana, entrando così nel noto Guinness World Records.

INGREDIENTI: 10 chilogrammi di miele, albumi d’uovo q.b.,,10 chilogrammi di zucchero, aromi naturali, 12 chilogrammi di mandorle.

Sciogliete il miele con lo zucchero, fatelo cuocere a bagnomaria (un tempo si usava una caldaia di rame, oggi va bene l’acciaio inox); quando sarà cotto aggiungete le mandorle tostate tagliate a pezzi grossolani, gli albumi e alla fine gli aromi naturali. Versate il tutto in stampi di tavole di legno e date la classica forma del torrone, facendo il tutto velocemente e artigianalmente con le mani. Spianate la superficie e tagliate della grandezza preferita il torrone prima che si indurisca completamente.

Il vino in abbinamento è un Moscato d’Asti, che nelle Marche non viene prodotto; vi consiglio quindi di provare con la Vernaccia Dolce di Quacquarini.



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