di Lucia Paciaroni
“Un Governo in grado di prendere decisioni e un’Europa realmente unica, con uguali politiche monetarie”. Secondo Maurizio Belpietro è questa l’unica via di uscita dalla crisi. Il direttore di “Libero” è intervenuto questa mattina all’incontro “Un giornalista al mese”, il secondo di un lungo programma, promosso da Banca Marche e dalla Facoltà di Economia dell’Università di Macerata. Il tema trattato era “L’Italia alla prova del debito pubblico tra la crisi dei mercati e le ripercussioni sulle piccole e medie imprese: Analisi e ipotesi di soluzioni di un problema di lungo corso”.
L’incontro, al quale hanno partecipato studenti e rappresentanti di enti e istituzioni, si è aperto con i saluti del rettore Luigi Lacchè e della professoressa Antonella Paolini, preside della Facoltà di Economia. Il direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi ha affrontato brevemente il rapporto tra le problematiche esistenti fra Banche italiane e quelle straniere, alla ricerca di un modello di sviluppo e con un occhio sempre attento al territorio ed alle problematiche delle piccole e medie imprese della nostra regione.
L’auspicio di superare insieme tutte le problematiche è stato espresso dal presidente di Banca Marche, Michele Ambrosini. “Faremo anche noi i compiti a casa – ha detto – pensando globalmente ma agendo localmente”.
Il professor Mauro Marconi, docente di economia monetaria, ha esaminato il problema “di lungo corso” fra debito pubblico e Pil, sul sistema Italia che crea più incertezze che certezze, sull’attualità del termine “spread”, che, dice “andava di moda anche nel biennio 1993-1995”, e sui timori che rallentano sia l’economia reale che la credibilità degli stati sovrani. Marconi ha concluso il suo intervento chiedendo a Belpietro: “Come usciamo da questa crisi?”.
Il direttore di “Libero” ha parlato di “scelte che hanno influito sulla situazione attuale”, sottolineando che “il Pil diminuisce dagli anni Settanta e non c’è nessuna inversione di tendenza. Nessuno ha fatto nulla e siamo arrivati a questo punto”. Secondo Belpietro “c’è un problema strutturale nel nostro Paese” e ha fatto riferimento alla Costituzione, leggendo un articolo di Indro Montanelli del 1974. “Montanelli era uno dei pochi che aveva capito la problematica centrale del nostro Governo, ossia quella di non essere in grado di governare”.
“Perchè è successo tutto quello descritto dal professor Marconi? Perchè i nostri governi sono stati incapaci di affrontare le questioni, mentre l’economia cambiava” ha continuato. Sul governo tecnico ha commentato: “Appena superate le prime difficoltà da parte del governo tecnico, tutti si metteranno a pensare a cosa fare per riuscire a vincere le elezioni nel 2013. Superata la crisi, si entrerà in piena campagna elettorale”.
“Bisogna adottare misure efficaci e magari anche impopolari – ha concluso – Tutti gli altri paesi viaggiano a velocità superiore alla nostra e abbiamo un drammatico problema di rappresentanza politica e di guida dell’Europa. Dobbiamo fare una vera Europa unica e affrontare l’architettura istituzionale italiana indipendentemente da destra e sinistra. Le riforme vanno affrontate e dobbiamo avere un Governo in grado di prendere decisioni”. E’ seguito un dibattito che ha coinvolto rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Unioncamere, Cna e Istao.
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Poteva dirlo al suo amico Silvio se sapeva come fare! nn ci troveremmo a questo punto,no?
“La Banca delle Marche e l’Università di Macerata promuovono un incontro nel quale invitano Maurizio Belpietro a consigliarci su come uscire dalla crisi – sic -! Qualcuno mi aiuti: non mi va nemmeno di accennare uno straccio di argomentazione per cercare di capire le motivazioni che hanno consigliato gli organizzatori ad invitare un siffatto personaggio…… O forse…. un Lacchè per natali ha sentito il bisogno di chiamare un lacchè per titolo conseguito sul campo di battaglia.
Non sapevo fosse un giornalista… pensavo fosse un portavoce azionato a fili…
poteva calarsi lo stipendio lui lo sa come fare
Gira con la scorta per le tante stupidaggini che scrive. Ma chi gli crede!
se Santoro Travglio Lerner la letizzetto o come si chiama quello che fa il bambino ma ha 50 anni di genova che c’è la domenica, e tanti altri, parlano di giustizia, tasse, pensioni ecc. bè belpietro può parlare di economia.
Spero che il prossimo giornalista dica meno scemenze di quelle dette da un ex-prezzolato come Belpietro.
Sono profondamente sorpreso ed amareggiato di cosi’ tanti giudizi dati tanto per dare, tanto per sentire, da persone che credo non abbiano nemmeno ascoltato le parole di Belpietro.
A differenza dei commenti “sinistri” che leggo sopra non si e’ fatta politica stamattina all’ Università di Macerata, ma in una dissertazione che ha visto l’intervento di professori di economia monetaria e banchieri che operano e vivono il territorio, Belpietro ha cercato di dare una lettura seria e senza prendere parte per alcuno schieramento di quella che e’ la situazione italiana ed europea, vista sotto la lente di chi vive e commenta il suo paese. Ha dato una lettura chiara dei problemi creati da anni di stato assistenzialista e clientelare, che vede 17.000 forestali in Calabria, quando ne servirebbero 2000, ha criticato lo stato che siede ai tavoli tra le parti sociali per foraggiare con i nostri soldi, con i soldi di tutti scelte errate di assistenza a aziende decotte o la cui produzione e’ diventata inefficente: Ha citato l’esempio di Margaret Tatcher che non ha esitato a far chiudere la British Leyland in quanto improduttiva, mentre da noi si grida allo scandalo per Termini Imerese dove produrre vetture costa 1000 euro di piu’ che altrove.
Con cio’ -sostiene ancora Belpietro – non bisogna gettare sulla strada i forestali e gli operai Fiat, ma adottare un modello sullo stile della Danimarca, una Flex Security che per due anni assista chi ha un posto di lavoro “improduttivo” ( non c’e’ PIL che tenga ne’ produttivita’ a lavorare male) e che gli consenta di riconvertirsi.
Ha avuto anche parole di critica verso il mondo dell’informazione che talvolta non e’ trasparente nei confronti del paese reale, rispondendo cosi’ alla domanda di uno studente mirata su tale argomento…..
Ma e’ diventato costume di queste pagine schierarsi contro, non si sa bene contro cosa, ma sempre dalla parte opposta alla serena logica delle cose….
Ma Voi, che avete scritto prima di me avete solo fatto sarcasmo inutile e ridondante….. nulla sapendo, di come forse una conferenza all’Universita’, se ascoltata avrebbe portato un po’ di linfa alle vostre menti a senso unico.
Pessima tempora currunt…..
@Renzo Serrani
caro Renzo, non è necessario specificarlo, ma come può essere definito “sinistrorso” Alexis Henri Charles de Clérel Visconte di Tocqueville?
Belpietro può fare tutte le dissertazioni che vuole e dire le cose più ragionevoli e sensate, ma per poter predicare bisogna anche saper testimoniare e la testimonianza degli ultimi 20 anni di Belpietro la conosciamo perfettamente – pennivendolo per conto terzi -. Ahimè l’Impresario di Arcore ha ha saputo degradare la Destra di Montanelli alla Destra di Belpietro e Feltri.
Cosa abbiamo fatto per meritare tutto ciò?
Sono amareggiata io, Renzo, che mi consideri una mente a senso unico. Non mi ci sento proprio……….
@ Alexis Henri Charles de Clérel Visconte di Tocqueville posso augurare una pace eterna, dalla sua tomba di Cannes, in cui riposa da oltre 150 anni……
A chi invece di faccia e generalita’ usa l’altrui “fama” , dico che definire Belpietro “lacche’ per titolo conseguito sul campo di battaglia” e’ non solo “sinistro” ma anche parecchio, ma parecchio presuntuoso !
“Pennivendolo per conto terzi “poi non e’ aggettivo che possa essere espresso cosi’, senza un titolo, senza uno scritto vero, ma non certo da Visconte “di carta” e non di penna, che possa essere opposto a delle chiare, serene e illuminanti parole ascoltate oggi in una sede appropriata e con una platea di gente davvero “titolata” – non parlo di me ovviamente, ma di docenti e attori dell’economia locale – …..
Per quanto sia lontano il paragone, le tue parole mi ricordano quei tizi che, essendosi presentati a XFactor, pretendendo di esibirsi quasi ispirati da Melpomene, musa del canto, alla sonora cacciata dal palco tra l’ilarità generale, rispondono risentiti in malo modo………
Concludo affermando che “saper testimoniare” sia proprio il mestiere di Belpietro….
Ci sono giornalisti e ci sono pennivendoli, che si prostituiscono.
@ Cerasi: io il giornalista oggi l’ho visto in universita’….. non ho visto il pennivendolo…….. Lei non c’era poi mi sembra….. ma eravamo in tanti…..
@M. Letizia: il mio commento si e’ accavallato al tuo, mentre scrivevo tu pubblicavi la tua osservazione.
Ti conosco e ti apprezzo per la tua preparazione e senza dubbio quel “senso unico” con te non c’entra niente.
Le mie parole criticavano solo un etichetta data ( certo anche il prezzolato…..), laddove oggi invece, nella nostra vituperata Macerata ho assisitito ad un interessante commento su fatti la cui importanza e contingenza e’ fuor di dubbio di importanza capitale.
In altre pagine di questo stesso giornale on line viene criticata una voce semplice, ma provinciale immortalata da telecamere birbanti…..
Oggi a Macerata, sperduta provincia dell’ impero abbiamo sentito una voce a mio avviso super partes, ma autorevole.
Non capita tutti i giorni…..anzi…….
Se Belpietro è superpartes… vuol dire che si è capito ben poco della politica italiana degli ultimi 20 anni.. ben poco…
Ha perfettamente ragione Alexis de Tocqueville quando dice: ‘Belpietro può fare tutte le dissertazioni che vuole e dire le cose più ragionevoli e sensate, ma per poter predicare bisogna anche saper testimoniare e la testimonianza degli ultimi 20 anni di Belpietro la conosciamo perfettamente – pennivendolo per conto terzi’.
Non aggiungo altro perchè non ne vale la pena. Il senso unico mi sembra il suo, sig. Serrani, che non vuol guardare in faccia la realtà degli ultimi decenni.
@ Axel : non creda che non conosco la connotazione “politica” del direttore Belpietro, conosco l’ultimo decennio e anche i precedenti !
Ne ho viste di nefandezze politiche tante per cui, ritengo di poter giudicare a ragion veduta, non certo a senso unico mio caro, cio’ che caratterizza le opinioni di chi ha la ventura di scriverle a 9 colonne anziche’ su un form come facciamo noi qui su queste pagine……
Quello che volevo sottolineare era l’aspetto “sinistro” di chi, senza essere stato spettatore o ascoltatore, senza aver partecipato al consesso, senza aver quindi avuto modo di giudicare fatti, ma solo per “partito preso” ha espresso il suo riprovevole disgusto per il personaggio, – liberi di farlo – per carita’….
Ma quale tristezza, slogan scritti sulle bianche pagine, senza colore, senza sapore, ma solo etichettature fini a se stesse: o di qua o di la’…. viva questo abbasso quello…… noi buoni gli altri cattivi……..
Che poi non sapeva che fosse giornalista… era una battuta?????
I succitati commenti non hanno minimamente preso in considerazione l’evento, la situazione, la location autorevole dove si fa cultura e non chiacchiere sterili da caffe’, e non ultimo ma assolutamente educativo il dissertare su argomenti reali e contingenti, la cui portata travalica la nostra modesta realta’ di provincia, dove purtroppo ci stiamo a scannare come i polli che il Renzo di manzoniana memoria recava all’avvocato Azzeccagarbugli……
Ecco quindi il mio esternare una amarezza che e’ ancor piu’ inasprita dal fatto che ci si ritrova a ridire con chi, guardando colui che indica la luna, guarda al dito e non all’astro……….
Esprimo tutto il mio personale disgusto per il personaggio pubblico Belpietro, che possa mai più tornare a Macerata se non come privato cittadino.
Gentile Serrani,
io penso che la luna sia il passato di belpietro e il dito la giornata a Macerata.
Se lei conoscesse una persona che le ha sempre mentito, quel giorno che dice la verità che fa? Si fida? Io non credo…. è qui il problema, tutto qui e lo ha espresso meglio di me Alexis de T.
Saluti
@ Renzo Serrani
Non ci rimane che chiedere a questi democratici censori l’autorizzazione di poter leggere liberamente il nostro quotidiano d’opinione preferito: LIBERO.
@ Axel: perdonatemi ancora, se intervengo- ma e’ l’ultima volta – su questo argomento…..
La differenza tra le mie osservazioni e le “altrui” e’ che io ho commentato un evento a mio avviso di rilevanza svoltosi all’Università di Macerata…..
Ho commentato il contenuto, non politico, ma economico, distaccato e non di parte, tant’e’ che la domanda “Come usciamo da questa crisi?” e’ stata posta a Belpietro dal prof. Marconi, in un aula di università e non in sedi politiche……
Non si tratta di dire la verita’ o di fidarsi, si tratta di ascoltare una opinione di chi senz’altro ne sa piu’ dei commentatori di CM – me compreso – di fatti ( e misfatti) della situazione socio-economico-politica italiana.
TUTTO QUI
@ Gabor : stante il mio lavoro leggo piu’ sovente il Sole24 ore che quotidiani di opinione, spesso mi trovo a leggere queste pagine e qualche volta la Cronanca di Macerata sul Carlino…..ma ripeto più volte ripenso ai “polli” – in verita’ capponi scrive il Manzoni- da me sopra citati…..”quelle teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.”
Pensi a Belpietro e pensi… povera Italia!
ma si spendono soldi per far parlare Belpietro??? Perchè non vengono spesi per iniziative più concrete? E Belpietro sarebbe un giornalista? Su, siamo seri!!! Credo che comunque sia iniziata una nuova era…
Non ho sentito belpietro, ma, su base statistica, non ho mai condiviso niente che lui abbia affermato. E l’attentato lungo le scale di casa sua, com’è andato a finire, hanno trovato i colpevoli?
Caro Serrani,
non credo che esista giornale più di opinione de “Il Sole 24”. Prende contributi statali (come quasi tutti) ed è la voce di Confindustria. Il penultimo direttore è stato Ferruccio de Bortoli (ora al Corrierone dei Della Vale & c.), l’ultimo Riotta ed ora Roberto Napoletano, già direttore de “Il Messaggero” dei Caltagirone. Quest’ultimo ha fatto recentemente un titolo a caratteri cubitali che la dice lunga: FATE PRESTO!
Tuttavia il mio intervento era rivolto ai censori democratici in quanto non sopporto le sicumere di coloro che vivono solo di pregiudizi e si assicurano la pensione e la morte senza andare aldilà del bene e del male. Pertanto ognuno è libero di leggere il giornale che preferisce senza rompere…
Bisogna avere una bella faccia tosta nel definire giornalista il sig. Belpietro! Vi piace leggere quello che scrive? Bene, vuol dire che se non avete neanche un pò di sale in zucca, nessun o può fare nulla per voi!
Ai piccoli fans di quei giornalisti coraggiosi e abilissimi a far gazzarra soltanto a corrente alternata:
http://libero-news.it/news/878039/Fratello-Monti-%C3%A8-un-massone-Al-governo-altri-grembiulini.html
..e aggiungo riguardo all’articolo di ” libero – news “….
http://ilcorsivoquotidiano.net/2011/11/18/lista-bilderberg/
( da Google)
io aspetto Minzolini.
Io Emilio Fido.
Arrivano gli orfani della coppia di eurodeputati Santoro e Gruber!
Ognuno è libero di leggere liberamente quello che gli pare, ma è altrettanto libero di utilizzarle liberamente un libero giornale al posto della carta igienica perchè ritiene che quello sia l’utilizzo migliore.
A mio avviso ci sono giornalisti e prostituti che scrivono, e non credo che i prostituti che per tutta la vita hanno scritto quello che il padrone voleva veder scritto, siano giornalisti.
Infatti Gianfranco,
inoltre il nome Libero è davvero un paradosso; illude di essere indipendente quando non lo è affatto, sarebbe meglio che si chiamasse ‘vorrei essere libero’.
A parte questo, i commentatori sopra la buttano impropriamente sul destra-sinistra e sulla libertà di leggere un giornale, quando nessuno glielo impedisce o lo critica.
Leggete quel che vi pare, ci mancherebbe… tranquilli.
Vorrei sommessamente ricordare a tutti i sostenitori della libertà di stampa che Libero è una cooperativa e soprattutto quanto scritto dall’arcitaliano giornalista Curzio Malaparte su “Maledetti toscani” : certe facce da bischero assomigliano a quelle disegnate col gessetto nei cessi.
Si è vero che Libero è una cooperativa ma il 90% delle quote societarie appartengono al gruppo Angelucci, parlamentare PDL e conosciuto anche per diverse inchieste su appalti della sanità sia pugliese che del Lazio, mentre i signori Belpietro e Feltri (ex dipendenti della famiglia Berlusconi) hanno solo il 10%
Non vedo libertà di stampa.
è veramente vergognoso che piuttosto che un economista si chiami un belpietro qualsiasi (tra l’altro facoltà di economia-giornalisti-bancamarche… c’è molta confusione), ma soprattutto che si blindi una facoltà per il rischio delle contestazioni, come denunciato qui… http://www.lindiscreto.it/scrivi-al-giornale/6537-qdecine-di-perquisizioni-personali-per-larrivo-di-belpietro-alluniversita-di-macerata-era-davvero-necessarioq-
La penso esattamente come Gianfranco Cerasi