SOF, Pasqualetti:
“Pambianchi parla d’altro”

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Renato Pasqualetti

Continua il botta e risposta tra dirigenti del Pd sullo Sferisterio. Così Renato Pasqualetti risponde all’ultimo intervento di Graziano Pambianchi (leggi l’articolo):

“Pambianchi – scrive Pasqualetti –  abilmente, rispetto alle mie affermazioni, parla d’altro. Centra la sua risposta sulle posizioni del PCI negli anni ’70 (ahinoi! che piccolezza per un uomo così corretto nel confronto….) e sul fatto che lui ha chiesto i rendiconti dello Sferisterio, come se io non fossi d’accordo o li volessi occultare.

Evita accuratamente di parlare della sospensione di un anno della Stagione Lirica che è l’unica cosa che ho contestato del suo intervento. Questo mi fa pensare che si sia ravveduto e ne prendo atto con piacere. Era l’argomento che mi interessava nella sua dichiarazione.

Per le altre cose di cui parla Pambianchi, voglio chiarire che sono perfettamente d’accordo con  lui che i rendiconti dello Sferisterio vadano resi noti e chiariti. Non ironizzerei, inoltre, sul “bilancio sociale” che è esattamente quello che chiarisce il rapporto tra investimenti e benefici. Oggi lo ha presentato il Rossini Opera Festival e lo Sferisterio dovrebbe farlo al più presto. In fondo, ante litteram, lo erano lo studio ricordato di Martorelli e quello che feci fare io nel 1996 al professor Calafati, con il sostegno della Camera di Commercio.

Per quello, infine, che sono state le posizioni del PCI alla fine degli anni ’70 sulla lirica e le mie personali  – se può ancora interessare a qualcuno a distanza di 30 anni -, va fatta chiarezza. Sono entrato nel PCI nel 1978 e nelle discussioni interne non ero d’accordo, come altri, con una linea pregiudizialmente contraria alla Stagione lirica. Entrai in Consiglio comunale nel 1980 e nel 1981 il gruppo del PCI si astenne per la prima volta sulla Lirica dando vita ad una nuova linea. Ricordo il titolo del Carlino: “Do di petto del PCI”. Eravamo influenzati anche dalle posizioni del PCI sul ROF, che, voglio ricordare a Pambianchi, iniziò nel 1979 esattamente 12 anni dopo dello Sferisterio. Da allora il PCI, e poi i partiti di derivazione (pds, ds), hanno sempre combattuto una battaglia perché gli spettacoli fossero prodotti e non affittati, così da rendere fruttuosa l’attività economica e far crescere competenze e professionalità locali. E laddove questo si realizzava con chiarezza si è anche votato a favore alla Lirica pur stando all’opposizione. Dal 1993, con il cambiamento di amministrazione a Macerata, ci siamo impegnati per la sua gestione.



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