Da Daniele Salvi, consigliere provinciale del Pd:
Era già accaduto con le misure anticrisi all’indomani dell’esplosione della crisi economica nel 2008, quando a fronte di un Governo che la negava, è toccato alla Regione far fronte alle difficoltà di imprese, lavoratori e famiglie. Si ripete oggi di fronte ad Enti locali, Province e Comuni, prostrati a causa dei tagli del Governo e del suo rifiuto sistematico di allentare i vincoli del Patto di Stabilità.
Non è stata mai accolta la proposta di un alleggerimento mirato neppure per favorire un piano di piccole opere che, se fosse stato adottato fin dall’inizio della crisi, avrebbe avuto un indubbio effetto anticiclico.
Le misure di dettaglio della regionalizzazione del Patto di Stabilità, approvate oggi dalla Giunta regionale, consentono a Province e Comuni di far fronte all’esigenza di spendere risorse disponibili, ma finora bloccate, che potranno essere impiegate per pagare lavori fatti e per la cui mancata riscossione sono in difficoltà molte imprese per lo più locali.
Su quasi 59 mln di fabbisogno delle Province viene ceduta capacità di spesa per oltre 34 mln, mentre su circa 94 mln di fabbisogno dei Comuni si corrisponde per oltre 55 mln. Nella provincia di Macerata questo significa che, a fronte degli oltre 13,458 mln di richieste dell’ente provinciale, ne vengono soddisfatti ben 8,740 mln, così come dei 24,451 mln dei Comuni si dà soddisfazione a metà delle richieste pari a 12,643 mln. Comuni come Macerata, Tolentino e Camerino vedono le proprie richieste integralmente soddisfatte sulla base di parametri oggettivi, così come i Comuni che hanno dovuto far fronte all’alluvione del marzo scorso, Recanati, Civitanova Marche, Montecassiano e Porto Recanati, hanno un importante ristoro dalle misure adottate.
Questo nella persistente discriminazione delle Marche da parte del Governo che ancora non ha stanziato un euro per i danni dell’alluvione.
La Regione risponde, invece, alle esigenze delle autonomie locali che subiscono il blocco del turn over, degli investimenti e attraverso la cessione di propria capacità di spesa, senza fare discriminazioni di colore politico, consente a Province e Comuni di ridare ossigeno al sistema delle imprese secondo principi di solidarietà e buona amministrazione.
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