Consorzio del ciauscolo: anche il Comune per la sede di Camerino

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di Sara Santacchi

La questione del consorzio di tutela del famoso salame spalmabile, meglio conosciuto come ciauscolo, torna a far parlare. Nei mesi scorsi, infatti, all’origine della contesa era stata l’ipotesi, non smentita, di fissare la sede del nuovo organismo ad Ancona. A questa notizia aveva fatto seguito la protesta di alcuni produttori maceratesi che, sentendosi “scippati” di tale sede, avevano chiesto di aprire a Camerino il consorzio. In particolare, era stato in occasione del “Ciauscolo d’oro”, manifestazione avvenuta a giugno a Castelantangelo sul Nera, che Guido e Massimo Focacci co-titolari della Vissana Salumi di Visso erano intervenuti a tal proposito con queste parole: «Il Consorzio di Tutela del Ciauscolo IGP dovrà necessariamente avere sede legale ed amministrativa nell’entroterra della provincia di Macerata, in quanto più del 70% della produzione totale certificata a marchio IGP è realizzata in detto territorio. A tal proposito la Comunità di Camerino offre gratuità di locali e risorse umane». Non più di una settimana fa, l’assessore alle attività produttive del Comune di Camerino, Sante Elisei,  è tornato sull’argomento, intervenendo a sua volta sulla questione e ricordando «l’importanza del riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) che consente al prodotto di godere di una tutela ancora più forte ed estesa e favorisce la diffusione e la promozione di una delle tipicità della tradizione marchigiana la cui produzione attuale si avvicina alle 500 tonnellate l’anno». Ha inoltre affermato come sia da considerare « legittima la richiesta di Massimo Focacci, della Vissana Salumi, che a nome di tanti altri produttori ha fatto il nome di Camerino per la sede del consorzio.

Il ciauscolo, tipico salame marchigiano, ha infatti una produzione concentrata soprattutto nell’entroterra maceratese con una zona di produzione che  interessa  per il 70%, la provincia di Macerata e, in particolare, l’entroterra montano: per questo motivo la sede ideale è la città ducale». Si tratta, ad ogni modo, di una decisione che va presa in tempi veloci per procedere poi con la stesura dello statuto, in quanto solo il consorzio è in grado di tutelare il consumatore garantendo che il ciauscolo possa arrivare in tavola realizzato e… “a regola d’arte!”.



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