“Da otto mesi senza casa”
L’alluvione e il dramma di una famiglia

RECANATI - Sara Amichetti racconta l'odissea. L'associazione "Su la Testa" ha organizzato un incontro pubblico, tanta solidarietà su facebook

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di Lucia Paciaroni

Ritrovarsi senza casa da un giorno all’altro. E’ quello che è successo otto mesi fa alla famiglia Amichetti di Recanati dopo l’alluvione che ha colpito la nostra regione. Una situazione che porta con sè il dolore per la perdita della propria casa, lo stress per i numerosi traslochi da un amico all’altro e la preoccupazione di non sapere come uscirne.

Su facebook è nato anche un gruppo per sostenere la famiglia: si chiama “aiutiamoli noi!” e si tratta di un’iniziativa dell’associazione culturale – ricreativa Su la Testa. In pochi giorni il gruppo ha raggiunto 1851 membri e stasera (giovedì) alle 21,30, presso il salone del mutilato (all’interno dei giardini pubblici) a Recanati si terrà un primo incontro per programmare i vari eventi per aiutare la famiglia Amichetti. L’associazione Su la Testa invita a partecipare “coloro che hanno idee, volontà e passione civile da mettere in gioco. Non lasciamoli soli: aiutiamoli noi!”.

“Il 2 marzo abbiamo iniziato a notare delle fessure sul pavimento e sulle pareti – racconta 299122_2074322418282_1251592954_31712380_349521570_n-300x224   Sara Amichetti – In poche ore la situazione è degenerata, anche all’esterno. Abbiamo subito chiamato un ingegnere che ha constatato il cedimento delle fondazioni e abbiamo contattato il Comune per un sopralluogo. I tecnici sono venuti dopo due giorni ed è stata emessa un’ordinanza di sgombero perchè la casa è stata dichiarata inagibile per i danni causati dalle ingenti piogge”.

Una situazione che ha costretto Sara, i suoi genitori e il fratello, a lasciare immediatamente la casa. “I primi giorni siamo stati da qualche parente e il Comune ci aveva contattato per un alloggio provvisorio, ma dopo il sopralluogo di un geologo del Comune, l’amministrazione ha dichiarato che la situazione non era più di sua competenza”.

294162_2074322498284_1251592954_31712381_1989608658_n-300x224 Dopo l’aiuto dei parenti, è arrivato subito quello degli amici, che li hanno ospitati in un appartamento a Porto Recanati. Intanto la famiglia ha continuato a fare controlli e perizie. “Abbiamo chiamato un geologo a nostre spese per accertamenti e abbiamo mandato la perizia al Comune, ma l’amministrazione ha risposto che il danno riguardava una proprietà privata e non erano tenuti ad intervenire nè potevamo aiutarci a livello economico. La perizia rivela una frana sotterranea a livello di tre metri”.

Per gli Amichetti arriva poi il momento di lasciare la casa di Porto Recanati in quanto serviva ai proprietari che li avevano ospitati. “Non sapevamo dove andare e siamo tornati a casa nostra, nonostante l’ordinanza e i rischi. Siamo stati lì per pochissimo tempo. Una notte abbiamo sentito dei rumori e siamo andati via. Ora abbiamo preso una casa in affitto” continua Sara, sottolineando la criticità della situazione in cui lei, il padre pensionato, la madre casalinga e il fratello sono costretti a vivere.

La famiglia Amichetti alla quale inizialmente era stata prospettata, da tecnici consultati a 307260_2074322138275_1251592954_31712378_1311010850_n-300x224   proprie spese, l’ipotesi di una ristrutturazione per una spesa di 180 mila euro, ha dovuto poi fare i conti con una situazione che è piano piano degenerata. Infatti per tornare a casa, sono necessarie demolizione e poi  ricostruzione per una spesa di circa 250-300 mila euro.

“Lo Stato ha riconosciuto lo stato di calamità naturale ma per ora non ci sono nè soldi nè normative in base alle quali posso iniziare a muovermi. Quindi la Regione non ha i mezzi per intervenire e il Comune, passati otto mesi, non ha ancora fatto niente. Non chiedo soldi all’amministrazione, sono perfettamente al corrente delle difficoltà economiche, ma almeno un appoggio temporaneo in attesa di ricostruire la nostra casa. Da settembre paghiamo l’affitto e pensavamo ad un prestito, ma non ci sono le condizioni per crediti agevolati” aggiunge Sara. “Chiedo aiuto per una famiglia in difficoltà, in cui tra l’altro c’è anche un portatore di handicap”.

(Nelle foto: la situazione in cui vers ala casa della famiglia Amichetti)

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