Il Pdl riparte da Civitanova

Il convegno "Una politica diversa per i cittadini"

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Il senatore Filippo Saltamartini

di Laura Boccanera

Il passato ed il futuro del Pdl. Di questo si è discusso al Cosmopolitan nella due giorni dedicata allo stato dell’arte del Popolo della Libertà, tra manovra economica e crisi mondiale. Il gotha della politica si è riunito a Civitanova nell’iniziativa organizzata da Erminio Marinelli. Tra gli intervenuti Francesco Casoli, Remigio Ceroni, Giacomo Bugaro, Carlo Ciccioli, Franco Capponi e militanti del centro destra. Questa mattina ospite il vice presidente del senato Gaetano Quagliariello che ha messo in evidenza luci ed ombre di un progetto politico che ad oggi ha scontentato molti e che sta cercando di raccogliere consenso per ripartire. Economia, legge elettorale, autonomie locali, astensionismo, partito e magistratura: questi i punti toccati nel corso della lunga convention“La piazza è calda e chiede di essere ascoltata – ha commentato Bugaro – il collo di bottiglia di questa legge elettorale sta volgendo al termine e occorre riattivare la partecipazione e la rivoluzione liberale che auspicavamo nel 1994, occorre una scossa, altrimenti consegneremo il Paese a degli incapaci e violenti”. Critico ma propositivo anche Erminio Marinelli: “abbiamo perso Fermo, sappiamo come è andata a Porto San Giorgio, nel 2012 si vota a Civitanova, occorre un’iniezione di fiducia al Pdl partendo dalla base, dando forza ed entusiasmo”. Parla invece del voto su Milanese Carlo Ciccioli: “ho avuto delle perplessità e la voglia di votare per l’arresto, ma non l’ho fatto perchè era in gioco il Paese, Le Figarò ha dedicato due pagine contro Berlusconi, il Financial Times altre due, il governo è al centro di quella che ormai viene definita la tempesta perfetta, per questo occorre ripartire dal locale e l’imperativo categorico è che Civitanova venga riconfermata al centro destra”. Parla invece di Europa, di geografia politica e di storia Quagliariello che nel corso di un lungo intervento ha sottolineato il ruolo dell’Italia in Europa: “L’Italia non è più quella del 1994, è al centro di una crisi con una crescita al di sotto della media europea, colpire l’Italia significherebbe però colpire l’Europa. Per il futuro del Paese occorre abbattere il debito e non esiste un’alternativa migliore a questo governo, un eventuale governo di larghe intese aumenterebbe solo veti e concessioni. Andiamo avanti fino al 2013”.

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Remigio Ceroni, coordinatore Pdl Marche

 



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