Dante Ferretti da Londra:
“Io allo Sferisterio tornerei”

Il due volte premio Oscar saluta la sua Macerata e parla del SOF
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di Matteo Zallocco

<<Mi saluti i maceratesi>>. Dante Ferretti risponde da Londra  dove sta lavorando per “Hugo Cabret”, il primo film in 3D diretto da Martin Scorsese, per il quale Ferretti ha già curato la scenografia di altre sette pellicole.  Con uno di questi film, “The Aviator”, il nostro concittadino ha vinto il Premio Oscar, per poi ricevere la seconda statuetta con  “Sweeney Todd” di Tim Burton.
<<Sono a Londra da tre mesi, finiremo le riprese a Natale e spero anche di riuscire a tornare a Macerata per qualche giorno>>. Intanto è tornato in Italia la scorsa settimana per ricevere l’ambito premo Pietro Bianchi al Festival Internazionale del cinema di Venezia. Un riconoscimento prezioso, assegnato in passato a Rosi, Risi, Bertolucci, Antonioni. <<Ne sono orgoglioso, è un premio che per me significa molto>>.
A Venezia è stato anche proiettato  il documentario “Dante Ferretti: scenografo italiano”, prodotto con il sostegno di Marche Film Commission.

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“Quando venivo a vedere i film americani e sui titoli di testa c’era scritto ‘scenografo’, io mi chiedevo: ma chi è lo scenografo? Poi un giorno qualcuno me lo ha spiegato, e allora mi sono detto: ecco, voglio fare lo scenografo!”.
Inizia così, allo Sferisterio, la pellicola che racconta l’avventura di Dante Ferretti.
<<Ho avuto recensioni molto positive per questo documentario ed è stato anche un modo per parlare di Macerata, la città dove sono nato e dove sono cresciuto. Grazie al sindaco e agli altri che sono venuti a Venezia, mi ha fatto molto piacere. Lo sapete che Macerata è molto conosciuta, anche all’estero, grazie allo Sferisterio?>>
Lo Sferisterio, appunto. Dopo il successo della sua Carmen nell’estate del 2009 tornerà in Arena?
<<Non si sa mai, se qualcuno mi chiama penso di sì,  ma se non mi chiama nessuno sarà difficile…>>

Ha visto il cartellone del 2011? <<No, non ho avuto modo>>. Le casse del SOF piangono, la stagione è stata ridotta a due sole opere. <<La situazione è difficile dappertutto per la cultura, vivo pochissimo in Italia ma so che c’è il problema dei tagli. Poi la gente dovrebbe tornare a teatro, al cinema, all’opera, purtroppo ci va sempre di meno. Ma non bisogna fermarsi a vedere la televisione, c’è anche il resto>>.
Di Pier Luigi Pizzi cosa pensa? <<E’ un bravo direttore artistico>>.



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