Assenteismo in Comune
Indagati impiegata e detective privato

MACERATA - Chiuse le indagini coordinate dal pm Enrico Riccioni. Alla donna viene contestata la truffa ai danni dello Stato. Avrebbe fatto timbrare il cartellino da un'altra persona per uscire dall'ufficio. All'uomo viene contestata la violazione del segreto istruttorio perché avrebbe rivelato al sindaco Carancini che la Finanza stava indagando sull'assenteismo

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assenteismodi Gianluca Ginella

Assenteismo in Comune, chiuse le indagini della procura: due le persone indagate, si tratta di una dipendente comunale e di un investigatore privato di Macerata che deve rispondere di rivelazione del segreto d’ufficio. I fatti risalgono al 2012.

Dipendenti che entravano al lavoro più tardi o che si assentavano per alcune ore: su questo nel 2012 stava indagando il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Macerata che aveva deciso per gli accertamenti di piazzare alcune telecamere in modo da immortalare dipendenti che uscivano pur risultando sempre al lavoro o che entravano in ritardo nonostante risultassero già in ufficio. Questo perché qualcuno timbrava il badge per loro. La Finanza aveva deciso di affidare la sistemazione delle telecamere ad un investigatore privato di Macerata che alla luce di questo incarico era stato nominato ausiliario di pg. Ma l’uomo, secondo gli investigatori, aveva rivelato al sindaco di Macerata, Romano Carancini, e ad un’altra persona, il fatto che c’erano le telecamere e che la guardia di finanza stava svolgendo accertamenti su casi di assenteismo dal lavoro. L’investigatore era stato scoperto e denunciato. La notizia che c’erano delle telecamere era trapelata e le indagini della finanza, coordinate dal pm Enrico Riccioni, si era inevitabilmente arenate. Non però senza che una dipendente finisse nella rete degli investigatori. La donna è stata vista più volte entrare al lavoro in ritardo, nonostante risultasse essere già in ufficio. Per questo è indagata per truffa ai danni dello stato. Dopo la chiusura delle indagini, fatta nei giorni scorsi, gli indagati avranno tempo 20 giorni per chiedere di essere sentiti o presentare memorie difensive.

(Servizio in aggiornamento)



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