Insegnante nel mirino,
“non dormivo più,
sono diventata anoressica”

MACERATA - La donna ha testimoniato questa mattina raccontanto di mesi di danneggiamenti subiti alla sua auto e nel suo giardino. Al processo imputate tre persone tra cui l'ex marito, maresciallo della guardia di finanza

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tribunaldi Gianluca Ginella

“Tutt’ora mi guardo alle spalle quando cammino, mi sento ancora osservata e minacciata, penso che qualcuno possa ancora sostare davanti a casa ad osservare”, lo ha raccontato oggi in aula, tra le lacrime, una insegnante, vittima per mesi di episodi di danneggiamento subiti da parte di qualcuno. Tre le persone imputate a vario titolo al tribunale di Macerata nell’ambito della vicenda per gli episodi che la donna avrebbe subito: si tratta dell’ex marito, di un amico dell’uomo e di un tunisino (accusato solo della ricettazione di un motorino). Una quarta persona è invece sotto accusa in un processo che si sta svolgendo con rito abbreviato.

Diverse volte qualcuno le avrebbe forato gli pneumatici e danneggiato l’auto. Sarebbe avvenuto a cavallo tra il 2010 e il 2011, a Recanati. “Sicuramente qualcuno mi seguiva – ha riferito l’insegnante, durante il processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata –. Alla scuola dove insegnavo, a Recanati, prima dei danneggiamenti alla mia auto erano arrivate delle telefonate fatte da una donna che chiedeva informazioni sui miei orari. L’auto alla fine mi è stata anche rubata (fatto, questo, non contestato al processo, ndr). Poi ho ricevuto tante lettere anonime che erano legate alla vicenda della mia separazione. Poi sms offensivi. Mi venne anche danneggiata la siepe del giardino, distrutta con qualche liquido che abbiamo fatto analizzare e si tratta di un diserbante puro”. Ma la donna avrebbe subito anche altro “qualcuno mi ha lasciato delle corde legate a forma di cappio nella cassetta della posta che mi è stata anche incendiato– ha riferito ancora la donna –. Intorno a me c’era un continuo di vicini di casa e di conoscenti che subivano gli episodi che capitavano a me. Anche il mio avvocato (il legale Arabella Berdini, ndr) ha subìto il danneggiamento dell’auto sotto casa”. Su chi potesse averle fatto tutto questo ha detto “non c’erano crepe nella mia vita, non avevo liti con altre persone. Le uniche crepe nella mia vita erano la separazione da mio marito e la rottura del rapporto con una mia amica (la donna è sotto accusa in un altro procedimento, che si sta svolgendo con rito abbreviato, ndr)”. L’insegnante ha anche detto che a causa di questi fatti “non dormivo più e sono diventata anoressica”. Al processo sono tre le persone sotto accusa. Si tratta del maresciallo della guardia di finanza Antonio Petracca, 46 anni (ex marito dell’insegnante) che è accusato di abuso d’ufficio, peculato, danneggiamenti, di Andrea Acqua, 48 anni, di Potenza Picena, accusato di furto del motorino dell’ex marito della donna che si trova sotto accusa con rito abbreviato, e del tunisino Ahmed Bouajar, 31 anni, accusato di ricettazione del motorino. Secondo l’accusa il maresciallo avrebbe compiuto una serie di danneggiamenti all’auto della moglie, una Fiat Panda e al giardino di casa e alla cassetta della posta della donna. Il maresciallo è accusato di peculato perché come appartenente alla guardia di finanza avrebbe effettuato accessi alla rete informatica Sogei, per ottenere informazioni su di una agenzia di investigazioni e su alcune altre persone. Petracca “respinge gli addebiti: i sospetti della moglie sono solo sospetti, il fatto che stesse in lite con il marito non autorizza a dire che sia stato lui a compiere i danneggiamenti. Non c’è una prova che sia stato il mio cliente a bruciarle le piante o danneggiare l’auto” dice l’avvocato Vando Scheggia, che assiste Petracca. Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Massimo Pistelli, Federica Nardi, e Massimiliano Cingolani. Parte civile si è costituita l’insegnante (assistita dall’avvocato Alessandro Ciarrocchi), l’ex marito della donna che è imputata con rito abbreviato, assistito dall’avvocato Carlo Buongarzone e l’agenzia di investigazioni e un poliziotto sui quali Petracca avrebbe ottenuto informazioni attraverso il servizio Sogei.



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