di Gianluca Ginella
“Sulla sicurezza malata si muore” parole forti, quelle usate dal direttore della Direzione territoriale del lavoro di Macerata, Pierluigi Rausei per descrivere i 355 casi di violazioni delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che si sono registrati in provincia da gennaio a settembre di quest’anno. “Sono casi che si sono aggravati, parliamo di situazioni di pericolo nei cantieri, cadute nel vuoto, trabattelli senza protezione” spiega. Un “dato disarmante, ma comprensibile in un momento di crisi. Comprensibile perché il committente scegli chi offre il minor prezzo. Non si risparmia sui materiali ma sulle risorse, sull’impiego a la capacità di gestione di quelle risorse. Mi preoccupa che non passi il messaggio di non chiedere sconti sulla sicurezza. Questo mi pare un dato che dobbiamo abbattere”. Sono 1.079 le aziende ispezionate nei primi nove mesi dell’anno, di queste sono risultate irregolari oltre la metà (772). 427 i lavoratori irregolari, 135 i lavoratori in nero, 107 le aziende sospese perché impiegavano oltre un quinto di dipendenti in nero e 7 i minori, si tratta di cinesi, trovati al lavoro. Cifre che descrivono il momento di una crisi “devastante” ha detto Rausei, in cui sempre più spesso il lavoro degli ispettori della Dtl si fa difficile “Ogni giorno gli ispettori ci parlano, come minimo, di minacce verbali e improperi – dice Rausei –. Noi andiamo nelle aziende con rispetto, e vorremmo essere ricambiati con lo stesso rispetto. Il controllo è utile per tutti. Non ci devono essere sensi di rancore, di vendetta. Spesso siamo chiamati dai lavoratori e andiamo nelle aziende perché le cose possano andare meglio sia per i dipendenti che per i datori di lavoro”. In un caso, a Civitanova, il sopralluogo, qualche settimana fa, nel cantiere dove numerose imprese stanno realizzando un grande intervento di ristrutturazione ha portato, oltre all’allontanamento dal cantiere di persone che erano al lavoro senza le protezioni del caso, all’instaurarsi di una collaborazione dopo una iniziale ostilità. Tante le richieste di intervento da parte dei lavoratori giunte da inizio anno alla Dtl sono “426, è un dato importate. Siamo in overflow già rispetto allo scorso anno nel quale erano già aumentate di 3-4 volte rispetto all’anno precedente” spiega Rausei. “Oggi siamo chiamati a rassicurare un ristoro economico immediato per i lavoratori – dice Maurizio Battistelli, responsabile del Sil –. Il ricorso a noi è divenuto costante, il rapporto di lavoro si è incrinato a causa dei mancati pagamenti. Da settembre a oggi ai 426 casi se ne sono aggiunti altri 50”. Altro dato significativo sono le 118 violazioni per quanto riguarda le violazioni in merito a orari di lavoro e tempi di riposo. Casi che avvengono in particolare nel settore manifatturiero e degli esercizi commerciali: “E’ il meccanismo dell’urgenza della ripresa” spiega Rausei. Si tratta di orari lavorativi che sforano in particolare nei periodi in cui ci sono le commesse da sbrigare per le aziende. Ma la Dtl si sta occupando anche delle pratiche per i lavoratori esodati. Nei primi nove mesi sono state 54 le istanze presentate dai lavoratori (27 nuove, altre 27 sono state ripresentate) questo per quello che riguarda la seconda salvaguardia, mentre ulteriori 42 istanze sono state presentate relativamente alla terza salvaguardia. Di queste ne sono state accolte 37. Rausei ha sottolineato, sempre in tema di crisi, come gli ispettori quest’anno abbiano lavorato senza la certezza che avrebbero visto risarcire le spese per carburante e pranzo affrontate per svolgere le ispezioni nelle aziende.
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