INTERVISTA – Dopo le esternazioni apparse su Facebook il vicesindaco di Civitanova dice di non volersi dimettere: «Non ci penso proprio. Nessun peccato mortale, però mi scuso se qualcuno si è offeso. Comunque chiuderò il mio profilo sul social network per evitare gli spioni. La frase sulla Merkel? L’aveva detta Berlusconi»
CIVITANOVA – Il sindaco dopo gli insulti pubblicati su Facebook dal suo vice: «L’opposizione chiede una mozione di sfiducia, perché non l’hanno fatta per gli assessori Peroni e Cecchetti?» La Franco invoca coerenza alle donne della giunta dopo la battaglia di genere per la frase di Silenzi
SOS INFRASTRUTTURE – A Castelraimondo alcuni consiglieri di minoranza hanno scritto al sindaco per le condizioni del cavalcavia che unisce il centro al quartiere Feggiani. A Pioraco il sindaco si rivolge a Regione, Anas e Provincia: «Già nel 2009 è partita la segnalazione. E’ ora che qualcuno si interessi prima di situazioni di rischio»
POLITICA – La corsa alla segreteria regionale del Pd si preannuncia da coltello tra i denti e il segretario Dem di Pesaro punta il dito sulla coalizione che sostiene il competitor Petrini: «La loro proposta punta alle Regionali del 2020, la nostra mette al centro i problemi e le speranze dei marchigiani»
MACERATA – Il direttore del dipartimento di Scienze politiche della Luiss analizzerà il risultato delle urne, sarà intervistato dall’ex deputata dem Irene Manzi. L’appuntamento è per mercoledì alle 21 all’Hotel Claudiani
CIVITANOVA – Sono diventati un caso gli insulti pubblicati su Facebook dal vicesindaco e diretti a Moscovici, Juncker, Merkel, Macron e alla chiesa. L’Anpi ha annunciato iniziative di protesta. Morgoni parla di «sgangherato rappresentante delle istituzioni» e Micucci ne invoca le dimissioni: «Mi vergogno»
IL VICESINDACO di Civitanova se ne è uscito con un post in cui ha etichettato Pierre Moscovici (“ebreo rinnegato”), Jean-Claude Juncker (“beone impunito”), Angela Merkel (“culona inch…”) e Emmanuel Macron (“diversamente maschio neGrofilo”). E poi rincarare: “Per non parlare di…
MACERATA – Enrico Mattei ‘sconosciuto” in Parlamento e scambiato per un giornalista omonimo: clamorosa gaffe di un giovane deputato, rivelata dal relatore ospite ieri sera degli Incontri d’Autunno al Claudiani. Tra i presenti anche l’ex deputato democristiano Adriano Ciaffi, Irene Manzi, Luciano Pantanetti, Pietro Marcolini e il “padrone di casa” Angelo Sciapichetti
POLITICA – Il candidato lunedì alle 12 presenterà la propria proposta ad Ancona e lancerà il suo manifesto di idee. Intanto lancia una frecciata: «Non vogliamo che il congresso diventi il mezzo per una poltrona in vista delle prossime elezioni regionali»
CAMERINO – Il presidente del Parlamento europeo sarà presente alla cerimonia per il 683esimo dell’ateneo il 26 novembre, ieri ha annunciato la sua ricandidatura per il 2019
ANCONA – Paolo Petrini, presentando la sua candidatura alla segreteria regionale del Pd in piazza Roma, rispedisce al mittente le accuse mosse dall’assessore Cesetti e punta il dito contro il «bliz di chi ha cercato di disinnescare il Congresso imponendo il pensiero unico» nella scelta del suo competitor Giovanni Gostoli
IL SENATORE della Lega commenta l’approvazione a palazzo Madama e cita il caso di Macerata e del Gus
MACERATA – Nove i presenti, compreso il sindaco Carancini. Seduto tra i banchi della maggioranza solo Ivano Tacconi (Udc), secondo cui alla base dell’assenza di massa ci sarebbe il voto su un riferimento all’antifascismo da inserire nel nuovo Statuto comunale. Stessa lettura data da Cherubini (M5S): «Un atto ignobile, per beghe interne litigano tra loro e scappano». Ma i dem danno una spiegazione completamente diversa: «Presa di posizione perché l’opposizione continua a far saltare il numero legale e non si presenta alle commissioni»
IL COMMENTO – Ad Ancona l’intervento del candidato alla segreteria nazionale sembra acquietare gli animi a colpi di dura autocritica e prospettive di rifondazione del partito dalla base. Parole d’ordine: contare, decidere e organizzarsi. «Così siamo diventati inutili alla storia, occorre cambiare modello, quello dei capi ha fallito»
LA SFIDA – L’ex parlamentare lancia da Fermo la sua corsa alla leadership regionale dei dem e non risparmia bordate: “Questo congresso non si voleva fare, faceva paura ai pesaresi, al presidente Ceriscioli e al sindaco di Pesaro. Viviamo un tempo straordinario e servono risposte straordinarie”