Morto a 46 anni Cristian Ferretti,
la tragedia a Milano
TOLENTINO - Era ricoverato al Policlinico della città lombarda dopo un malore. Lavorava al Politecnico come responsabile di laboratorio. Lascia i genitori, il fratello e la compagna. Disposta l'autopsia

Cristian Ferretti
di Francesca Marsili
Una carriera di successo a Milano, poi il malore, il ricovero e la morte a soli 46 anni. Cristian Ferretti, originario di Tolentino, si è spento venerdì al Policlinico di Milano. Nel capoluogo lombardo era responsabile di laboratorio al Politecnico. Qualche giorno fa aveva avuto un malore ed era stato ricoverato nell’ospedale milanese. Da allora non si è più ripreso. Domani è prevista l’autopsia.
Milano per Cristian era diventata la sua città di lavoro, ma il cuore era rimasto a Tolentino. Ci tornava spesso, lì vivono la famiglia, la compagna Desi e gli amici di sempre. Una famiglia conosciuta quella di Cristian, a Tolentino i genitori, Raimondo e Pia, per decenni hanno gestito l’edicola tabaccheria di viale della Repubblica, un punto di riferimento per il quartiere. La coppia ha anche un altro figlio, Rudy.
Sui social sono arrivati moltissimi messaggi per Cristian, e in quasi tutti tornano le stesse parole: allegria, amicizia, gioventù. Il più intenso è di Emanuele, l’amico a cui era sempre rimasto legato: «Compagno di una vita intera, fratello degli anni migliori e custode del mio io più profondo», scrive. Panunti ricorda che crescere insieme ha voluto dire condividere tutto: i sogni, gli sbagli, le delusioni d’amore. Il messaggio si chiude con un appuntamento: «Quando saremo di nuovo insieme tieniti pronto e preparami quella prima pasta al tonno a Milano, che poi ce ne andiamo al Leoncavallo a fare serata».
Mauro Lucarini ricorda invece il gruppo di amici tolentinati, quello degli anni più spensierati. «Questo eravate, talmente uniti da considerarvi un corpo unico. Poi il tempo mette i suoi spazi, ti perdi di vista, questa è la vita, ma quel legame forte è impossibile da scalfire». Poi si rivolge direttamente a Cristian: «Ti porti via un pezzo di cuore di tutti quelli che ti hanno conosciuto. La tua allegria travolgente non passava certo inosservata, eri un grande. Riposa in pace amico mio».
Gli amici lo chiamavano «Cri» e «Spino». Uno di loro ricorda che solo un anno fa Cristian era con loro a festeggiare, insieme a tutta la «cricca di matti». Oggi quella compagnia si ritrova a salutarlo. L’ultimo saluto, il più breve, è quello della compagna Desi: «Ciao, amore mio».
Il funerale, che sarà a cura delle pompe funebri Rossetti e si svolgerò a Tolentino, non è ancora stato fissato.